Pagina 23 - Economia PREVIDENZA - IL MINISTRO: SE NON CAMBIANO LE LIQUIDAZIONI NON SI FA LA RIFORMA DELLE PENSIONI non torna indietro I sindacati: pronti a sostenere il leghista «Minaccia? Ho visto le dichiarazioni di Maroni, non mi sembrano minacciose», minimizzava ieri in Transatlantico il premier. Poco prima però il ministro del Welfare una specie di minaccia l’aveva fatta: «O in Consiglio passa la riforma del Tfr così come è stata scritta, oppure la Lega farà in modo di bloccare tutta la riforma delle pensioni che parte nel 2008. Come? Ad esempio presentando un emendamento». Insomma, la tensione nel governo sulla riforma del Tfr resta alta, prova ne è lo slittamento del nuovo parere parlamentare alla riforma. Oramai è braccio di ferro tra Berlusconi - che vuole la modifica del provvedimento - e Maroni che invece è contrario e per questo aveva già minacciato di non votare il sì alla legge elettorale in Senato. Ieri i due non hanno fatto nessun passo avanti: Berlusconi ha ribadito la necessità di garantire l’equiparazione fra fondi chiusi e aperti, Maroni idem sul suo compromesso. «Sul Tfr la questione è molto semplice», ha detto il premier. «Noi riteniamo che si dovrebbero modificare delle condizioni perché nel nostro programma si era esplicitato che i lavoratori dovessero essere liberi, e che non ci fossero trattamenti preferenziali tra fondi». Per di più Berlusconi si è detto «preoccupato» che le risorse destinate finora al Tfr siano «sottratte al mondo produttivo». |
Maroni: senza il Tfr salta tutto
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021