Pagina 33 - Cronache La lettera E crea occupazione La libertà (perché di libertà si tratta e non certo di obbligo) di aprire centri commerciali e negozi nei giorni di domenica è stata accordata entro precisi limiti che sono più ristretti di quelli posti dalle norme nazionali e di quelli vigenti nella maggior parte delle regioni italiane. E le norme sono state definite in accordo con le rappresentanze delle categorie interessate. Una società come la nostra tende sempre più a rendere mobili e flessibili i tempi del lavoro, del consumo e del riposo. E sempre più vasti settori ne sono direttamente coinvolti: non più solo gli addetti alla sicurezza, alla salute, ai trasporti, all'informazione, alla ristorazione, ai divertimenti, ma anche appunto quelli del commercio destinato al consumo. Una ricerca del Cermes, Centro di ricerca dell'Università Bocconi, indica che il 78% dei cittadini ha la necessità di poter fare la spesa di domenica, non potendola fare in nessun altro giorno. Apertura in qualche domenica non significa negazione del diritto al riposo: significa più occupazione. Vorrei fare presente che la stessa ricerca degli esperti del Cermes calcola che un numero complessivo di aperture domenicali come quelle concesse dalla nostra legge genera varie decine di migliaia di posti di lavoro — a tempo parziale o totale —, equivalenti a 21.000 posti di lavoro a tempo pieno. Senza dimenticare che nuovi occupati permettono anche di organizzare turnazioni, altrimenti più difficili, tali da assicurare carichi di lavoro non troppo gravosi e turni di riposo, anche domenicale, adeguati. |
Lo chiedono i cittadini e crea occupazione (R.Formigoni)
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021