Nell’intervista pubblicata sul Corriere di ieri, il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, ha lanciato la proposta di riformare il modello contrattuale, proponendo inoltre per settembre l’apertura di un tavolo unitario tra sindacati e Confindustria, per arrivare a un nuovo sistema
PROPOSTA
Difendere i livelli essenziali
«Pensiamo a un modello di contrattazione articolato su due livelli», ha detto Pezzotta. «Il primo, costituito dal contratto nazionale, che garantisca i livelli essenziali di retribuzione, in pratica la tutela del potere d’acquisto. Ma soprattutto voglio un secondo livello di contrattazione per tutti i lavoratori, perché oggi il contratto decentrato si fa solo nel 30% dei casi. In questo secondo livello, che quindi diventa il più importante, si devono recuperare gli incrementi di produttività che si sono realizzati nell’impresa»
INFLAZIONE
Salvaguardare il potere d’acquisto
Il segretario della Cisl ha inoltre preannunciato che la sua organizzazione chiederà aumenti di retribuzione superiori al tasso d’inflazione programmato nel Dpef: «Noi non siamo d’accordo sui tassi indicati dal governo. L’1,4% per il 2003 non garantisce il potere d’acquisto delle retribuzioni. Noi l’abbiamo detto al governo, ma loro non hanno voluto concordare con noi i tassi»