venerdì 4 aprile 2003
Le commissioni sono alte, denunciano le Coop e le organizzazioni di categoria.
I benzinai annunciano scioperi
La protesta contro il Bancomat troppo caro
MILANO Si riaccende lo scontro sulle commissioni richieste
dalle banche per il PagoBancomat. A scendere
in campo sono i consumatori, le Coop e le altre organizzazioni
del commercio, che si sono rivolte alla Banca
d’Italia per lamentare la mancata corrispondenza tra la
nuova commissione stabilita da Cogeban (0,023 euro
per costi tecnici fissi più un ulteriore 0,0897% per altre
voci tra cui il rischio di insolvenza) e l'effettivo costo
del servizio.
Nella loro lettera, gli operatori della distribuzione
chiedono alla Convenzione per la gestione del marchio
Bancomat innanzitutto che gli istituti di credito forniscano
una struttura dei costi «analitica e trasparente,
tale da permettere una valutazione reale del modo di
formazione dell’onere». Ma anche che il livello della
commissione venga «nettamente» ridotto e «non auto-
maticamente riversato sugli esercenti».
Una mobilitazione che i benzinai aderenti a Fegica,
Figisc e Anisa hanno fatto propria, indicendo uno sciopero
che il 9, 10, 11, 16, 17, 18, 19 e 20 aprile porterà
alla chiusura delle stazioni di servizio di tutta Italia.
Anche in questo caso, per protestare contro i costi che
gravano sull’uso delle carte di credito e dei bancomat:
ben 0,77 euro per ogni rifornimento di carburante.
Allargandosi a macchia d’olio, la querelle sulle commissioni
fissate dalle banche è sbarcata anche a Bruxelles,
dove i consumatori hanno portato il caso davanti
all’Antitrust europeo. Secondo Adusbef e Federcosumatori,
infatti, gli utenti italiani sono costretti a pagare
«tariffe tra le più alte in Europa: quasi 2 euro in media
per prelevare 250 euro negli sportelli della propria banca,
4 euro di odiosa imposizione per prelevare in ban-
che diverse da dove è radicato il conto corrente, 0,77
euro di commissione per far benzina, il 4% mensile per
eventuali prelevamenti con la carta di credito sotto la
voce anticipo contante, 2,30 euro per recupero spese
invio estratto conto accompagnato da indesiderate pubblicità
e così via». Per questo le due associazioni chiedono
alla Commissione europea «l’apertura di un procedimento
su Cogeban e banche per verificare la giustificazione
di tali oneri impropri, che gravano sulle tasche
dei cittadini, incidono sull’inflazione e scoraggiano il
corretto uso del denaro di plastica».
Ma Cogeban, pur di fronte a tante voci d’accusa
univoche, sottolineando «la piena trasparenza dei prezzi»,
respinge ogni accusa: «Le commissioni del Pago-Bancomat
praticate dalle banche agli esercenti in Italia
sono in linea con quelle degli altri paesi europei».