sabato 5 otobre 2002
Il direttivo della confederazione approva all’unanimità il documento che delinea la strategia per i prossimi rinnovi contrattuali
La Cgil: primo, difendere il potere dei salari
MILANO Tutela dei diritti dei lavoratori e
difesa del potere d’acquisto dei salari. Soprattutto
in vista dei prossimi rinnovi contrattuali.
Sono queste le linee guida che
ispireranno l’azione della Cgil, nei prossimi
mesi, nelle trattative per i rinnovi contrattuali.
Proprio nel momento in cui Confindustria,
con il presiende di Federmeccanica,
Bombassei, e con i giovani industriali,
torna all’attacco.
La strategia della confederazione - preoccupata
«dai danni provocati da importanti
e significativi accordi separati di categoria
e confederali» - è stata approvata
giovedì all’unanimità dal comitato direttivo
e si fonda su cinque punti. Rinnovato
«no», anzitutto, al Patto per l’Italia, che
riduce i diritti dei lavoratori e favorisce il
processo di precarizzazione. L’indisponibilità
alla modifica del ruolo del sindacato
attraverso «nuovi ed impropri compiti da
assegnare agli enti bilaterali». La valorizzazione
della parte normativa dei contratti
in grado di consentire ad Rsu e sindacato
di intervenire efficacemente sui processi
produttivi, le ristrutturazioni, le delocalizzazioni
e le esternalizzazioni. Il rafforzamento
della contrattazione nazionale e la
riqualificazione di quella decentrata entro
un sistema di relazioni industriali capace
di rappresentare gli interessi di tutte le
tipologie di lavoro. E, non certo ultimo,
l’aumento del potere d’acquisto dei salari.
Il documento della Cgil si sofferma in
particolare su quest’ultimo punto. La confederazione
guidata da Guglielmo Epifani
ritiene infatti che i salari, dopo lo smantellamento
della politica dei redditi voluta
dal governo e le scelte contenute nella legge
finanziaria, si difendono «attraverso
l’adeguamento delle retribuzioni all’inflazione
reale, individuando l’inflazione prevedibile»
e procedendo attraverso «il recupero
del differenziale del biennio precedente,
nonchè la redistribuzione, anche
nella contrattazione di primo livello, di
quote di incrementi di produttività di settore».
Al secondo livello, cioè alla contrat-
tazione aziendale o territoriale, sarà invece
demandata la contrattazione «del salario
per obiettivi e legato alla professionalità».
La sfida che la Cgil vuole vincere in
questa fase di rinnovi contrattuali è, insomma,
finalizzata all’obiettivo di «tutelare
concretamente retribuzioni e diritti dei
lavoratori e delle lavoratrici, oggi ancor
più esposti dalla politica sperequativa e
iniqua del governo e dagli effetti dell’inflazione».
Un passo importante del documento
è dedicato infine alla trattativa sul pubblico
impiego, impegnato in una difficile partita
per i rinnovi contrattuali. La Cgil chiede
di «integrare le risorse economiche previste
dall’accordo di febbraio 2002 fra organizzazioni
sindacali e governo, proseguendo
nella strategia della valorizzazione
nei contratti di lavoro pubblico e della
qualità dei servizi che le pubbliche amministrazioni
offrono ai cittadini, battendo i
tentativi di impoverire la qualità del pubblico
per favorire il privato».