mercoled? 29 marzo 2006

    Pagina 14 - Economia & Lavoro


    L’Istat conferma: l’economia italiana ? ferma
      Lo 0,1% in pi? nel 2005 dovuto solo agli effetti del calendario. Calano consumi e investimenti

      di Laura Matteucci / Milano
        PREGIUDIZIALE - L’Italia non cresce: l’economia ? ferma, i consumi arretrano, calano pure gli investimenti, il contributo del canale estero ? nullo. Tutti dati che, dicono gli analisti, pongono una seria pregiudiziale anche sulla crescita del 2006 (1,5% secondo la Finanziaria di Tremonti, gi? diventata 1,3% secondo il collega Scajola).
          I dati definitivi Istat sul pil 2005 sono, se possibile, anche peggiori delle attese. La crescita nell’anno, corretta per gli effetti di calendario (si ? lavorato 4 giorni in meno rispetto all’anno precedente) invece di essere zero ? risultata pari allo 0,1%. Addirittura.
            Nel quarto trimestre pil stazionario rispetto al precedente (pesa la contrazione dello 0,2% nell’industria e nell’agricoltura), in aumento dello 0,5% sullo stesso periodo del 2004. Passiamo alla spesa delle famiglie: nell’ultimo trimestre ? diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Da specificare anche che il suo contributo al pil, nell’ultimo quarto dell’anno, ? risultato negativo per lo 0,2%.
              Un dato che preoccupa molto gli economisti: ?I consumi interni sono l’unico motore - dice Riccardo Deserti, amministratore delegato di Nomisma - che pu? rendere la ripresa indipendente dalle fluttuazioni della domanda estera. D’altronde ? difficile che delle iniziative volte al rilancio dei consumi possano avere effetto quando il clima economico non buono deprime la fiducia dei cittadini?. E le associazioni di consumatori sottolineano il ?crollo verticale dei consumi alimentari?, dovuto ?all’impoverimento generale del paese, che ha comportato una diminuzione del potere di acquisto di almeno il 25%?.
                Altra notizia preoccupante, sempre nell’ultimo trimestre risultano negativi anche gli investimenti fissi lordi per l’1,7%.
                  Tremonti riesce comunque ad esultare, definendo i dati ?una brutta notizia per gli sfascisti?, con riferimento alla misera crescita dell’ultimo trimestre su base annua, e al +0,6% registrato da import-export. E, facendo riferimento alla trimestrale che verr? diffusa il primo aprile, annuncia che nel 2006 ?l’Italia ha svoltato?. Comunque, continua, nemmeno il resto del mondo se la passa bene.
                    ? davvero cos?? No, ? falso. L’Istat segnala che nel quarto trimestre il pil ? aumentato in termini congiunturali dell’1,4% in Giappone, dello 0,6% nel Regno Unito, dello 0,4% negli Usa, dello 0,2% in Francia ed ? rimasto stazionario solo in Germania. Il differenziale ? anche maggiore su base annua: +4,5% in Giappone, 3,2% negli Stati Uniti, 1,8% nel Regno Unito, 1,6% in Germania e 1,2% in Francia. Nel complesso l’area euro ? cresciuta dello 0,3% in termini congiunturali e dell’1,7% nell’anno.
                      Morale: nel mondo e in Europa la ripresa esiste, ? proprio l’Italia che non riesce ad agganciarla se non in minima parte.
                        Come dice il presidente dei Ds, Massimo D’Alema: ?Siamo in una grave crisi economica malgrado l’Europa stia ripartendo. ? responsabilit? del governo Berlusconi, cui si aggiunge uno stato preoccupante dei conti pubblici?. Il leader della Cgil Guglielmo Epifani parla di dati ?sconsolanti?, ricorda che ?cinque anni di legislatura ci consegnano lo zero?, il che significa che ?si ? sbagliata la politica economica?. Luca Montezemolo, il leader degli industriali, ribadisce che l’Italia ?deve crescere di pi?, e che ognuno sar? poi giudicato ?per quello che fa per il suo paese e per come lo fa?.