Pagina 2 - Economia e il salto del «banco» Nel giorno in cui gli operai di Mirafiori in assemblea esprimevano il proprio malessere con fischi (o mugugni che dir si voglia) e la maggioranza continuava in fibrillazione il confronto-scontro sul protocollo sul welfare, l’intervista e il suo titolo sono state benzina sul fuoco. Dentro la Cgil, è durissimo l’attacco di Giorgio Cremaschi ormai in aperta rottura con il segretario Epifani. «L’intervista è la dimostrazione della crisi del gruppo dirigente della Cgil, che da tempo ha perso la bussola» attacca il leader dell’ala sinistra Rete 28 aprile. A suo avviso il «ruolo» di Cgil, Cisl e Uil è «quello di essere i 3-4 senatori mancanti per la maggioranza». Ma si smarcano anche Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti parlano di errore e temono che la «politicizzazione» della consultazione, il rischio che diventi un si o un no sul governo e non sull’accordo e magari quello che i “no” aumentino. L’«appello» al voto ha fatto infuriare la sinistra, che vuole modificare il protocollo sul welfare e confida nel voto contrario dei lavoratori per farlo pesare. E come un fiume carsico, riaffiora il caro tema dell’autonomia sindacale. «Ad Epifani vorrei ricordare che la Cgil si è sempre considerata autonoma dal governo, dai partiti, dai padroni, e tale deve rimanere», arringa Manuela Palermi, capogruppo Pdci alla Camera. «Che adesso i lavoratori debbano votare “si” a un accordo che li penalizza, addirittura per salvare il governo, pare proprio eccessivo», aggiunge per lo stesso partito Marco Rizzo. E per il senatore di Prc, Fosco Giannini, sono «dichiarazioni gravissime». fe. m. |
L’intervista di Epifani e il salto del «banco»
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021