REGOLE E MERCATO L’Antitrust: professioni, stop alla riforma. E’ falsa L’Authority guidata da Catricalà: le nuove norme vanno contro i princìpi europei della concorrenza L’altolà dell’Antitrust è tanto più singolare e significativo perché è stato deciso (la riunione è datata 20 aprile) il giorno prima del famoso annuncio da parte del ministro della Giustizia Roberto Castelli di abbandonare la riforma delle professioni «perché non ci sono le condizioni politiche». Il «warning», il cartellino giallo, è arrivato solo ieri e dimostra che l’intenzione del governo - al di là della rinuncia di Castelli - era quella di varare una sorta di «controriforma» come da tempo segnalava la Confindustria. Quello degli Ordini e delle professioni è un vecchio cavallo di battaglia dell’Antitrust che sin dai tempi di Giuliano Amato ha stigmatizzato i privilegi per le categoria «protette» e gli alti costi per la collettività. Il Garante, nella sua secca e gelida nota, ritiene «improcrastinabile una revisione dell’ordinamento delle libere professioni» e chiede l’abolizione delle tariffe e del divieto di fare pubblicità comparativa. Ritiene altresì «inadeguate le previsioni che dovrebbero garantire l’esercizio in forma societaria delle professioni regolamentate». In altre parole boccia l’esclusione, anche in posizione di minoranza, di soci non professionisti nel finanziamento delle imprese. R. Ba. |
L’Antitrust: professioni, stop alla riforma. E’ falsa
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021