6 dicembre 2002
IN LOMBARDIA 500MILA LAVORATORI IN NERO
MILANO Sono circa 500mila le persone che in Lombardia
lavorano in nero. Il dato è stato fornito nel corso di un
seminario della Cgil di Milano. Il sommerso è particolarmente
diffuso nei settori delle costruzioni (circa 300mila),
dei servizi familiari e alla persona (circa 150mila),
della ristorazione e del piccolo commercio (circa 150mila).
La sanatoria per i lavoratori extracomunitari ha comportato
poi la presentazione di 150mila domande in Lombardia,
delle quali 90mila per il lavoro di cura e di assistenza
alle famiglie e circa 60mila per le imprese. La Cgil
Lombardia stima che, tuttavia, vi siano almeno oltre 50mila
lavoratori extracomunitari in nero. Si tratta di dati, dice
la Cgil, che evidenziano «il totale fallimento della Legge
Tremonti sull'emersione che, in Lombardia, ha prodotto
la regolarizzazione di solo 150 lavoratori in nero».
Altro segnale di grande allarme, secondo il sindacato,
è dato dall'aumento del lavoro minorile che, secondo dati
del Ministero del Lavoro, è cresciuto nel 2001 del 25%
circa rispetto all'anno precedente. Per contrastare un fenomeno
come quello del lavoro nero che produce aumento
degli infortuni, situazioni di illegalità, alterazione delle
regole mercato, la Cgil propone la «ridefinizione della
legge sull'emersione per il pieno riconoscimento dei diritti
dei lavoratori, il potenziamento dei servizi di controllo
e di ispezione nelle aziende, interventi di contrasto all'abbandono
scolastico, norme che consentano una regolarizzazione
permanente dei lavoratori immigrati, la modifica
della normativa sugli appalti che escluda automaticamente
le aziende irregolari».