Giovedì 7 Novembre 2002 - N. 305 — PAGINA 23
SANATORIA- Per i sindacati sono più di 10mila i lavoratori che hanno avviato vertenze per avere il titolo di soggiorno di sei mesi
Immigrati, caos sui permessi a tempo
Ressa per sapere come denunciare il datore che non vuole regolarizzare l’extracomunitario - Ma la circolare non risolve i dubbi
ROMA. Telefonate, sit-in, code e anche tanta confusione, ieri,
presso i patronati e i sindacati di tutta Italia. Molte sedi sono
state prese d’assalto da extracomunitari affamati di informazioni
sul permesso straordinario di soggiorno della durata di sei mesi
"promesso" dalla circolare del ministero dell’Interno a chi apre
una vertenza contro il datore di lavoro che si rifiuta di regolarizzarlo
(si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). A Napoli, sebbene l’affollamento
fosse pacifico, è dovuta intervenire la Polizia.
Ovunque, poi, le richieste fatte hanno ottenuto risposte soltanto
parziali. Ad alcuni giorni dall’emanazione della circolare
del dipartimento di pubblica sicurezza, firmata il 31 ottobre, il
testo non è stato infatti ancora diffuso in maniera capillare: né
a prefetture e questure, né tanto meno alle organizzazioni sindacali
o di volontariato. Si brancola ancora nel buio, nonostante stia scadendo
il tempo a disposizione degli immigrati che non intendono perdere
quest’ultimo treno verso la regolarizzazione: il termine per agire è fissato
infatti a lunedì.
Sollecitazioni ad agire sono giunte ieri al ministero dell’Interno,
tra l’altro, da parte dell’assessore ai flussi migratori di Padova
e dal Consiglio dei rappresentanti degli immigrati di Rimini.
A rimanere con il fiato sospeso e, soprattutto, con il bisogno
di informazioni precise al riguardo potrebbero essere più di 10mila extracomunitari. Tanti, secondo stime di Cgil, Cisl e Uil, sono gli
stranieri che si sono rivolti a loro, in tutta Italia, per ottenere il permesso
di soggiorno di sei mesi per "diniego" del datore di lavoro alla regolarizzazione.
Un numero, stimato per difetto, che potrebbe far "collassare"
il già provato sistema giudiziario, a meno che non vengano
rinforzate le sezioni del lavoro dei Tribunali. «Siamo sicuri
— spiega Oberdan Ciucci, responsabile nazionale immigrazione
della Cisl — che la cifra dei 10mila lavoratori stranieri che hanno
avviato (o lo stanno per fare) iniziative legali per vedersi
riconosciuta la regolarizzazione verrà superata una volta
tirate le somme finali della operazione sanatoria».
La finestra aperta dal ministero dell’Interno lascia spazio a
moltissimi dubbi. Per esempio sulla data entro la quale il lavoratore
deve presentare la denuncia. «Secondo me — spiega Guglielmo
Loy, segretario confederale Uil — potrebbe essere presentata
anche dopo l’11 novembre, ma in questo caso sarebbe
opportuno introdurre una proroga.
In ogni caso, visto il poco tempo a disposizione, il ministero
dovrebbe fare una "valutazione tecnica" e concedere più tempo
per preparare la domanda di vertenza». Basti vedere quello
che è successo ieri in alcune città.
Milano. I procedimenti già avviati o pronti a partire sono circa
400. Lo ha detto Stefano Resmini, dell’ufficio legale Cisl, riferendosi
esclusivamente a quanto monitorato da quella struttura.
Roma. Anche a Roma —assicura la Uil —le cause già aperte
sono circa 400. Numerosissime le richieste di informazioni.
Firenze. Secondo la Cgil, in Toscana sarebbero circa 20mila
gli extracomunitari che non hanno potuto, per il diniego del datore
di lavoro, avviare le pratiche per la regolarizzazione.
Di questi si prevede che almeno il 10-15% ricorrerà al tribunale
del lavoro per ottenere il permesso di soggiorno di
sei mesi. La Camera del Lavoro di Firenze ha 20 cause in sospeso
(saranno avviate solo alla scadenza del termine fissato per la
sanatoria) mentre la Cisl ne ha già depositate più di dieci (20 in
tutta la Regione).
Bari. «La maggior parte degli extracomunitari non sa della circolare».
Azmi Yaryawi è il responsabile provinciale della Cgil-immigrati di Bari. Secondo lui «il 20% degli irregolari è nella condizione di poter scegliere
la vertenza legale. Ma per Innocenzo Cabera, che dirige l’Anfol di Bari
(la struttura Cisl che si occupa anche di immigrati), «questa possibilità è arrivata in ritardo».
Ancona. Centinaia le telefonate che in tutte le Marche sono arrivate a
sindacati e patronati. Al Tribunale di Ancona non risultano reazioni,
ma alcuni avvocati hanno registrato le prime richieste di informazioni.
MARCELLO FRISONE
MARCO PERUZZI
(Hanno collaborato:
Gianni Moreschi, Daniela
Romano, Vincenzo Rutigliano)
MARCO PERUZZI
(Hanno collaborato:
Gianni Moreschi, Daniela
Romano, Vincenzo Rutigliano)