Quanto costa mantenere la Cit? Pubblica di origine, ceduta nel 1997 dalle Ferrovie dello Stato ad un prezzo poi rivelatosi in effetti meno della metà a causa di rettifiche effettuate. Successivamente gestita male, o quantomeno sfortunata, visti gli ambiziosi progetti allora presentati. Ed ora nuovamente a chiedere aiuto: 10 milioni al Governo, che poi è come chiederli alle tasche degli italiani, dopo quasi un anno di crisi e le trattative in corso per il possibile ingresso dell'imprenditore Benito Benedini. Non si capisce, però, perché quando un'impresa va male, le perdite se le debbano prendere i cittadini.
Senza considerare che Cit non opera in un settore strategico e non ha asset industriali da salvaguardare: gli altri concorrenti rispondono in prima persona delle fortune (o sfortune) imprenditoriali. Certo, a tutti farebbe piacere poter garantire ai dipendenti Cit un futuro tranquillo.
Tuttavia, in un contesto di risorse finanziare scarse, queste, se date a taluni, non possono essere date ad altri.
E allora, perché proprio a Cit? Quali meriti particolari ha dimostrato Cit per meritarsi tanta attenzione rispetto a molti altri casi? E se proprio salvataggio deve essere, almeno ognuno faccia la propria parte: lo Stato si limiti al ruolo di garante e mediatore, l'imprenditore metta il capitale di rischio e le banche concedano credito se ritengono affidabile il piano di salvataggio. (R. Fi.)