sabato 16 dicembre 2006
      Pagina 8 - Interni


      Il risveglio di Napoli,
      100mila ?No? alla camorra
        Lo sciopero per la legalit? di Cgil, Cisl e Uil porta nelle strade una folla immensa
        Ci sono le fabbriche, ma anche le scuole, le istutuzioni. Epifani: ?Il futuro riparte da qui?

        MARIANO HA 17 ANNI, fino a un mese fa era un ?disperso?: alla scuola aveva preferito la strada di una delle tante periferie anonime che i clan hanno sottratto allo Stato. Poi a Ponticelli incontr? il sindacato, impegnato a costruire una grande mobilitazione anticamorra nei quartieri. Il giorno dopo torn? a scuola e ora ? nelle prime file del corteo, dietro lo striscione del suo Istituto tecnico commerciale. Nicola di anni ne ha 54, e da 25 lavora a Pomigliano, ?'a fabbrica?, da queste parti. Si ? alzato alle 4, due ore prima del solito, ?perch? era fondamentale esserci, testimoniare che un'altra Napoli ? possibile. Basta volerlo?. ? bastato volerlo, infatti, perch? una volta tanto, ci fosse ?'o miracolo?. In centomila hanno sfilato, cantato, scandito slogan dalla Ferrovia a Piazza Dante nelle 8 ore in cui Napoli ha ripreso in mano il proprio destino.

        L'elenco delle adesioni non finisce mai: i comuni, le province, le sette universit? campane, la Chiesa, la magistratura, la scuola. E ancora: lo spettacolo, lo sport, la cultura. Ma ? il mondo del lavoro quello che edifica, con una presenza che supera le pi? ottimistiche previsioni di Cgil, Cisl e Uil, l'argine pi? robusto contro la cultura della violenza ?che si vuole rubare il futuro dei figli miei?, urla rabbioso Michele, 45 anni, cassintegrato di Giugliano, che si ? presentato all'appuntamento travestito da Babbo Natale. ?? una mobilitazione impressionante - commenta il presidente dell'Antimafia Francesco Forgione. - La dimostrazione che in questa regione c'? un'antimafia sociale fortissima. D'altronde, qui nell'ultimo anno ci sono state 2000 denunce di estorsioni, agiscono sette associazioni antiracket e antiusura. A Palermo, c'? una sola associazione e nel 2006 le estorsioni denunciate sono state in tutto una ventina?.

        Epifani, Angeletti e Bonanni sfilano lentissimi. Al fianco del segretario generale della Cgil anche Sergio Cusani, zucchetto arcobaleno e giaccone di velluto. Intorno, il popolo delle fabbriche. Tutte: Whirlpool, Ansaldo, Fincantieri, Avis, Biticino, Merid, Indesit, i metalmeccanici del porto. E poi: il pubblico impiego, la sanit?, i trasporti, che hanno garantito i servizi nella fascia protetta. Tante le delegazioni provenienti da altre regioni, non solo del Sud. I Ds napoletani e la Sinistra giovanile, con uno striscione di 200 metri quadrati.

        A piazza Borsa nel corteo entra Rosa Russo Iervolino: ?? la giornata dell'orgoglio napoletano e di un'intera regione stanca del clima di sopraffazione permanente che la camorra vorrebbe creare?.

        I ragazzi delle scuole cittadine fanno un baccano d'inferno. Srotolano tatzebao colorati, cantano ?Bella Ciao?, mostrano la molletta della campagna ?Non mollare?. I vertici confederali raggiungono il palco. Apre Angeletti, chiude Epifani. Il segretario della Uil ? drastico: ?Non ci pu? essere sviluppo dove lo Stato d? l'idea di essersi liquefatto. Il Piano Amato sulla carta ? buono, ma aspettiamo i fatti?. Il leader della Cisl, Bonanni: ?Siamo stufi dell'ordinariet? dello Stato, le istituzioni si mettano alla testa del rinnovamento morale?. Ma il senso della giornata lo d? Guglielmo Epifani: ?Centinaia di migliaia di lavoratori hanno rinunciato a una giornata di salario per testimoniare la propria passione civile. Il futuro di Napoli riparte da questa piazza?. Poi ricorda quel giorno in cui Mariano disse no alla camorra: ?A Ponticelli abbiamo capito che i ragazzi di Napoli sono pi? adulti dei loro coetanei di altre parti del paese, perch? sanno gi? cos'? il bene e cos'? il male. Non li lasceremo soli?.