VENERDÌ, 15 NOVEMBRE 2002
 
Pagina 32 - Cronaca
 
L´offerta di punti vendita è vastissima, come dice una ricerca della Confcommercio. Ma l´obiettivo è uno solo: creare atmosfere
 
Il negozio diventa un´oasi
 
Caffè, musica e amici: lo shopping è evasione
 
 
 
Nasce una nuova forma di aggregazione. Una sorta di tribù, che usa i centri commerciali come punto di incontro
 
TERESA SERRAO

ROMA - Negozi, si cambia. Messa nell´angolo dei ricordi la bottega dei dolciumi e guardando con un po´ di sospetto alla cassa-robot del supermercato, la formula magica sa di casa e di coccole. Una corte centrale, piccola o grande che sia, e poi salottini, fontanelle, piccoli bar, oasi-benessere, musica e riviste. Due, tre ore di tempo per incontrare gli amici, prendere un caffè, leggere il giornale, farsi fare un massaggio e magari comprare qualcosa. Benvenuti nel negozio del futuro. Dove l´atmosfera batte il minimalismo.
Dopo aver seguito le avventure di Becky, eroina shopping-dipendente creata da Sophie Kinsella e aver riso della collezione di scarpe delle ragazze del telefilm "Sex and the City", si può dire che uno shopping ben fatto è un po´ come una tazza di cioccolata. Una pausa per volersi bene. E per passare il tempo divertendosi. L´offerta è smisurata. Una ricerca condotta dalla Nemonextshop (con la Confcommercio) individua dieci categorie di negozi, che corrispondono ad altrettante voglie. Dal centro commerciale luna-park alla bottega, dai vestiti equi e solidali alla coca-cola spedita a domicilio dopo un sms.
Difficile scommettere su un modello unico. Ma una cosa è certa, la parola d´ordine è "gioco". «Andiamo verso una dimensione ludica dell´acquisto», spiega Giampaolo Fabris, docente universitario e studioso di sociologia dei consumi. «Il tempo dedicato allo shopping sta aumentando in tutto il mondo. A prima vista potremmo dire che questo avviene per la minore disponibilità economica, da cui discende una maggiore oculatezza nelle spese. Ma sarebbe riduttivo. In realtà sempre di più lo shopping diventa un´attività privilegiata del tempo libero. Si va in giro, si mangia una pizza, si incontrano gli amici, e forse si compra qualcosa: tutto nello stesso posto. Il tempo medio che si trascorre in un centro commerciale è di circa 4 ore».
Il punto vendita allora acquista sempre più importanza. La Confcommercio si compiace del risultato di un sondaggio che "premia" il negozio tradizionale, nel centro della città, ma che offra un´apertura continuata. «È il trionfo del piccolo commercio che si lega ai servizi della persona», dice Carlo Sangalli, presidente dell´Unione del Commercio di Milano. Fattore umano, gentilezza. Ma soprattutto evasione. «C´è un negozio di articoli sportivi a Bruxelles che, ad esempio, offre la pioggia artificiale per provare le giacche impermeabili», racconta Antonio Fossati, amministratore delegato della Rds Consulting, la società che ha condotto il sondaggio.
Per la nuova tendenza c´è già un termine "retailnment" che unisce retail (vendita al dettaglio) e entertainment (divertimento). «È una nuova forma di aggregazione», dice Fabris. È nata la tribù dello shopping.