marted? 28 marzo 2006

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    I sindacati chiedono il superamento dello ?scalone? per le pensioni d’anzianit?
      L’intervento va fatto entro i primi cento giorni della prossima legislatura. Cgil, Cisl e Uil propongono anche che venga anticipata l’entrata in vigore della riforma previdenziale

      di Felicia Masocco/ Roma
        PENSIONI DA RIFARE e anche in fretta. I sindacati chiederanno al nuovo governo di sgomberare il campo da alcune decisioni assunte con l’ultima riforma previdenziale, quella del ministro Maroni, e con quella del Tfr. Entrambi i provvedimenti entreranno in vigore il primo gennaio 2008, ma Cgil, Cisl e Uil chiedono che le modifiche si facciano entro i primi cento giorni della nuova legislatura. In particolare deve sparire lo ?scalone? o ?gradone? che dir si voglia, cio? l’innalzamento secco di tre anni (da 57 a 60 con 35 anni di contributi) per andare in pensione di anzianit?. La misura s’era guadagnata anche uno sciopero generale, ma il Welfare e Palazzo Chigi sono andati avanti ugualmente. Ancora ieri Roberto Maroni affermava, ?la legge non si tocca?. Del resto, nel programma della destra non affiorano ripensamenti, mentre in quello dell’Unione ? prevista una rapida verifica con le parti sociali, l’eliminazione appunto dello ?scalone? e un sostanziale ritorno alle riforme degli anni Novanta. ?Certamente applicheremo la Dini? ha ribadito ieri Romano Prodi.
          Contro la riforma Maroni sono tornati a prendere posizione i leader di Cgil, Cisl e Uil, ?il gradone ? iniquo? per Guglielmo Epifani, ?insostenibile e inaccettabile? per Pezzotta e Angeletti. ?Noi rilanciamo la nostra proposta - spiega il segretario della Cisl - che prevede di superare - lo scalone gradualmente?. Sempre per Pezzotta ? stato ?un grave errore? rinviare il decollo della riforma del Tfr al 2008, anche su questo dunque il nuovo governo dovr? accelerare. ?Ingiusta e tecnicamente improponibile? per Luigi Angeletti, la norma ?va abolita? ?non siamo disponibili a peggioramenti rispetto alla riforma Prodi del 1997 - dice- . Piuttosto si separi la previdenza dall’assistenza e si vedr? che la spesa ? in linea con l’Europa?. Per la Cgil la riforma ?divide in modo ingiustificato fasce di et? vicine?. Per quanto riguarda la previdenza integrativa, dice Epifani, ?non si capisce perch? debba partire dopo due anni dall’accordo?.
            Il tema previdenziale ? tornato d’attualit? non tanto per la campagna elettorale (in questo abbastanza silente) quanto per le ultime stime della Ragioneria generale dello Stato, secondo le quali - nonostante la riforma Maroni - la spesa previdenziale nei prossimi anni torner? a crescere pi? del previsto, correndo verso il 15% del Pil e andando a formare la famigerata ?gobba? che da 15 anni in qua i vari governi cercano di esorcizzare. Aumento o no, per i sindacati deve esser chiaro che ?nessun ulteriore risparmio potr? essere fatto sulla previdenza?, perch? ?le pensioni di anzianit? sono diminuite e non c'? nessun allarme?. Intanto sabato prossimo si apre la seconda finestra dell'anno per l'uscita anticipata dal lavoro. Chi non vuole approfittare pu? chiedere il superbonus: fino ad oggi all’Inps sono arrivate 70.745 domande; ne sono state accolte 58.725.