domenica 29 settembre 2002
statistiche
I NUOVI OCCUPATI
SONO
I VECCHI SOMMERSI
MARIO CENTORRINO
Inuovi occupati in Italia di cui parlano gli
ultimi dati ISTAT sono il frutto di una crescita
strutturale o segnalano piuttosto un processo
di emersione dal sommerso?
Trova maggiore consenso tra gli economisti
la seconda ipotesi che, oltretutto, svela, se così
può dirsi, un fenomeno di eterogenesi dei fini:
un risultato diverso, cioè, che si stava raggiungendo
con un incentivo, il credito d’imposta,
rispetto agli obiettivi prefissati per quello stesso
incentivo (stabilizzazione, non creazione di
nuova occupazione). E comunque positivo, al
contrario di quelli finora ottenuti da altri incentivi
appositi finalizzati all’eliminazione del lavoro
nero. Spieghiamo meglio.
Dall’ottobre del 2000, per ogni addetto in
più assunto a tempo indeterminato, un imprenditore
otteneva un credito d’imposta pari a 10
milioni delle vecchie lire, che nel Sud raggiungeva
addirittura i 15 milioni. Una legislazione di
vantaggio che ha generato almeno 200 mila
posti di lavoro utilizzata, in particolare, per regolarizzare
il lavoro nero.
Ora, perché questo tipo di agevolazione,
tenendo conto anche delle «minacce» di controlli
e sanzioni continuamente rivolte sul punto,
veniva ritenuto più conveniente rispetto alle
attuali norme che incoraggiano l’emersione? Sostanzialmente
sulla base di tre ragioni: intanto,
la semplificazione della procedura; poi la possibilità
di fruizione immediata del beneficio concesso
senza attese o incertezza sui tempi di erogazione;
ancora, l’invisibilità relativa dell’operazione.
Tre caratteristiche diverse da quelle che connotano
le misure per la emersione del lavoro
nero: non semplici; incerte nei tempi di fruizione;
per necessità di cose destinati a lasciare traccia.
Anche se, ovviamente, assai più convenienti
sia per gli imprenditori, sia per i lavoratori
dal punto di vista della retroattività degli effetti.
Il sistema, per dirla in breve, aveva trovato,
come guidato dalla mitica mano invisibile, un
meccanismo efficace per eliminare lavoro nero
con un rapporto costi-benefici ritenuto, a torto
o a ragione, vantaggioso dalle parti. Ed i numeri
lo attestano significativamente.
Qualcuno ha pensato - abolendo il credito
d’imposta - che limitare l’offerta sul mercato
avrebbe tolto argomenti alle solite lamentazioni
sull’eccesso di rigidità nel mercato e sul divario
tra produttività e salari. Meglio ritornare al
buon tempo antico, senza alterare più di tanto
quel tasso naturale di sommerso che, in fin dei
conti, è ritenuto un toccasana da moltissime
aziende. Resistenti, per questo, ad ogni allettamento
da proroga per la regolarizzazione d’obbligo.