I giovani snobbano il lavoro ai tavoli Lo Ial— la scuola regionale di ristorazione e turismo — elaborando dati di Trademark Italia, ha contato l'esercito dei lavoratori del turismo impegnati in regione: si tratta di 190mila unità, delle quali l' 80% lavorerà in Riviera. La percentuale degli stagionali è intorno al 50%, da qui la stima di un numero che chiarisce quale affannosa corsa al lavoratore stagionale si stia scatenando in queste settimane. Senza contare il lavoro sommerso, stimato da più parti in un 20 25% del totale. «L'offerta di manodopera specializzata è una goccia nel mare rispetto alla domanda» , spiega Lubiano Montaguti, direttore dello Ial nelle province di Forlì Cesena e Rimini. «Il numero dei diplomati dell'ultimo quinquennio nelle scuole del settore copre il 10% della domanda di un anno e la tendenza è al peggioramento» . La valutazione di Montaguti si estende a una provocazione: «Per il nostro territorio l'industria turistica è centrale, determina un benessere economico diffuso, ma i nostri giovani e i loro genitori preferiscono una lunga carriera scolastica senza certezze». È quindi il cameriere l'oggetto del desiderio delle imprese turistiche (a Rimini ne servono almeno 15mila per l'estate 2005): ai Centri regionali per l'impiego nel 2004 ne sono stati chiesti 2.188 (1.403 di sala, 785 ai piani) contro 450 cuochi. Ma otto lavoratori su dieci trovano occupazione senza usare i canali istituzionali. L'impiego stagionale in Riviera è rilevantissimo: in provincia di Rimini le assunzioni fra maggio e luglio 2004 hanno addirittura inciso per il 46% sul totale dell'anno. Una soluzione è rappresentata dagli extracomunitari: secondo un'indagine Cescot, nell'estate 2004 sono pervenute dal settore turistico alla Direzione regionale del lavoro 1.500 richieste di lavoratori extracomunitari, 986 le autorizzazioni. L'Ordine dei Consulenti del lavoro stima il fabbisogno per le prossime stagioni turistiche in 3.500/ 4.000 lavoratori stranieri. « Ricordiamoci che quella dell'accoglienza è una professione che non si inventa — spiega Terenzio Medri, presidente degli albergatori di Cervia — e purtroppo l'offerta qualificata è minima. Le scuole alberghiere profondono impegno, ma ancora si tratta di una scelta di formazione di ripiego rispetto ad altre scuole, tanto che pochi utilizzano quel diploma nel settore turistico » . Per ovviare a questa emergenza, in provincia di Ravenna c'è chi sta pensando a iniziative di formazione del personale straniero nei Paesi di provenienza.
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I giovani snobbano il lavoro ai tavoli
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021