marted? 10 ottobre 2006
      Nessuna risposta alle richieste di chiarimento dalla emiliana Copra, che ha rilevato l’azienda
        I dipendenti Gama in agitazione
          Ieri mattina sciopero dei lavoratori contro l’ipotesi trasferimento

          Sandro Benedetti

          Sciopero dei lavoratori della Gama ieri mattina davanti alla sede dell’azienda a San Giovanni Lupatoto. Stato di agitazione che potrebbe anche ripetersi nei prossimi giorni visto che sinora, come hanno confermato i responsabili di Cgil, Cisl e Uil, nessuno della Copra Piacenza (la societ? che ha rilevato la Gama dall’amministrazione straordinaria) si ? fatto sentire. Chiaro e sintetico il testo del volantino fatto circolare ieri dai lavoratori della Gama. ?Al momento del subentro a Gama, Copra ha dato tutte le garazie del mantenimento della sede e centro cottura con tutto il personale in forza a Verona. A seguito della decisione unilaterale di Copra di procedere ai trasferimenti definitivi dalla sede di Verona a quella di Piacenza di alcuni dipendenti Gama, comunicati ai lavoratori venerd? scorso e quindi non rispettando gli impegni presi con le organizzazioni sindacali, dichiariamo la proclamazione dello stato di agitazione?.

          In particolare Paolo Veghini della Cisl conferma come ?luned? prossimo avremo un'assemblea sindacale, poi cercheremo di fissare anche un incontro a Roma al ministero del Lavoro. E vaglieremo anche la possibilit? di rivolgersi ai legali?.

          Una strada, quest'ultima, che senza mezze misure intende adottare anche l’Ugl, l'Unione generale del lavoro. ?Pur comprendendo?, afferma il responsabile provinciale Antonio Consolati, ?le motivazioni per le quali i lavoratori sono scesi in sciopero e solidarizzando con loro, ritieniamo che nelle attuali circostanze sarebbe stato interesse dei lavoratori percorrere tutte le strade contrattuali, fino a quelle legali, per ottenere il rispetto degli accordi e comunque la salvaguardia dei posti di lavoro di Verona. Molti lavoratori coinvolti nei trasferimenti sono tra l’altro donne con figli e con contratto part-time e quindi il trasferimento risulterebbe per loro particolarmente punitivo e non sarebbe in linea con lo spirito degli accordi, ponendoli in grave difficolt? e assumendo cos? i contorni di un vero e proprio licenziamento. Come Ugl abbiamo inviato un telegramma alla Copra con la richiesta di sospendere i trasferimenti, richiedendo per l’ennesima volta di conoscere il piano industriale e le prospettive sul futuro della sede di San Giovanni Lupatoto, centro di cottura compreso, al fine di giungere ad un accordo che ne salvaguardi l’occupazione?.