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Ma i negozianti parlano di fallimento dell´iniziativa I consumatori cantano vittoria Sciopero della spesa, guerra di cifre con i commercianti
I commercianti di Confesercenti spengono invece gli entusiasmi dell´Intesa dei consumatori e parlano di punte di adesione non superiori dal 10%. E la Fipe-Confcommercio, che rappresenta i pubblici esercizi, rincara la dose, schierandosi a difesa dei consumi di caffè: lo sciopero, soprattutto nei bar, è stato «un totale fallimento», come a dire che la tazzina nel nostro paese resta un sacro, intoccabile rito anche in tempi di crisi. Ma al di là della consueta guerra di cifre, resta un dato inconfutabile: il terzo sciopero della spesa, e le ragioni di chi spende hanno fatto nuovi proseliti soprattutto in campo politico e sindacale. Le cifre. La protesta, secondo gli organizzatori, ha registrato un record di adesioni pari al 47% dei consumatori, in pratica 26 milioni e 500 mila cittadini. A Napoli partecipazione del 56%, a Cesena e Palermo del 52%. A Bari e Catania 48%, a Torino 41%, Bologna 40%, Roma e Milano 38%, Firenze 36%, Como 35% e Cagliari 33%. Colpiti dalla serrata dei clienti soprattutto i supermercati, negozi di abbigliamento, intimo e calzature. Ma per le associazioni dei commercianti l´iniziativa è stata un flop: «Quella di oggi è certamente una forma di protesta più che legittima ma che ha proprio sbagliato indirizzo e destinatario» replica la confederazione guidata da Sergio Billè. Anche secondo la grande distribuzione alimentare, come Coop e Gs-Carrefour, «non è stato registrato alcun calo di vendite». La protesta in piazza. Alla manifestazione di piazza Monte Citorio, oltre a centinaia di consumatori agguerriti, non sono mancati gli attestati di solidarietà di molti esponenti politici, dal leader della Margherita, Francesco Rutelli, a quello dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. Nel corso della protesta, una delegazione dell´Intesa dei consumatori ha incontrato il presidente della Commissione Finanze della Camera, Giorgio La Malfa che ha annunciato l´avvio di una Commissione d´inchiesta parlamentare per «verificare le dinamiche dei prezzi e la formazione dell´indice inflattivo». «Il governo ora ci deve ascoltare - sottolinea Rosario Trefiletti di Federconsumatori - e deve aprire un tavolo di confronto per ottenere un adeguamento delle tariffe e per distribuire un bonus fiscale alle famiglie meno abbienti». Per il presidente dell´Adusbef, Elio Lannutti, invece, «il governo ha fatto finora la politica dello struzzo facendo passare l´euro per capro espiatorio». Differenti le posizioni delle altre associazioni che non hanno partecipato direttamente alla protesta: Altroconsumo apre oggi, anche ai non iscritti, il sito internet. L´Adiconsum lancia invece, un appello all´esecutivo per «fermare la corsa dei prezzi». I Consumatori indipendenti, "terza forza" nata dalla spaccatura all´interno della Coalizione dei consumatori, ha invece attuato un presidio simbolico davanti alla sede di Confcommercio a Roma. Vicini alle ragioni degli utenti pure gli agricoltori: la Coldiretti ha portato quintali di frutta e verdure nei presidi organizzati nelle varie città. La Confederazione italiana agricoltori ha sottolineato la necessità «di riportare il discorso sui giusti binari» e Confagricoltura ha chiesto «la nascita di un´Authority che vigili sulla filiera». |