«Noi stiamo con Fassino» I numeri, insomma, restano al centro del dibattito. Del resto, al congresso, sono molto, se non tutto. Quelli “veri” li snocciola il responsabile Lavoro Ds e membro della segreteria Cesare Damiano, uno della isolata - nel 2001 - «banda dei quattro» (gli altri tre erano Amoretti, Megale e l'ex segretario della Camera del Lavoro di Milano, Antonio Panzeri) che osò contestare la linea dura del Cinese. «Innanzitutto - spiega Damiano - sono circa 220 i dirigenti sindacali confederali che hanno sottoscritto la mozione Fassino, di cui ben 160 della Cgil. Tra loro segretari di categoria come Valeria Fedeli (Tessili) e Fabrizio Solari (Trasporti), di grandi regioni italiane e molte Camere del Lavoro, da Milano a Reggio Calabria. Inoltre, sono oltre mille i dirigenti sindacali che hanno già detto pubblicamente che voteranno la stessa mozione. Tra loro anche due membri di segreteria come Achille Passoni e Nicoletta Rocchi, già firmatari della «Lettera dei 22» (firmata anche dalla Maulucci). E sono centinaia i dirigenti della Uil che stanno con noi, tra cui nomi di spicco del sindacato di Angeletti come Pirani e Migliatti». Giorgio Benvenuto, ex segretario Uil e deputato Ds, sostiene che sono «già oltre 600». «Infine - dice Damiano - i tanti dirigenti territoriali della Cisl, iscritti Ds, anche loro per Fassino». Certo che se Fassino lo votano anche i cislini, allora vuol dire che ne è passato, di tempo, dal 2001. |
Guerra dei numeri in Cgil
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021