| MARTEDÌ 16 DICEMBRE 2003 |
| Pagina VIII | |
|
Un nuovo filone dopo l´interrogatorio del manager Antonio Purificato Il tesoro del gruppo Ferri ora spuntano i conti esteri
GIULIANO FOSCHINI
Accuse che il legale della famiglia, Farncesco Paolo Sisto, ribatte fermamente: "Non ci è mai stata truffa nei confronti dei punti vendita. Al contrario erano i titolari che ingannavano i Ferri, pagando loro la merce meno del dovuto". Sull´accusa di bancarotta, Sisto è lapidario: "Non c´è nessuna prova. La bancarotta che viene contestata è soltanto sulla carta". Il pm Savasta è di tutt´altra opinione. Per questo, continua nelle indagini. Che prima degli arresti avevano già documentato passaggi di denaro per 110 milioni di euro: i Ferri sottraevano soldi alle loro aziende (e dunque ai loro creditori) per trasferirli su conti correnti personali oppure su quelli di altre società del gruppo. Ulteriori conferme stanno arrivando anche dal lavoro del custode delle società sequestrate, Agostino Meale, e dalle ispezioni degli uomini del Gico di Bari che continuano a ritrovare titoli di credito e documenti ritenuti "fondamentali" al fine del proseguo delle indagini. Nel frattempo, il curatore ha chiesto al tribunale di Trani di poter intraprendere le procedure necessarie per il fallimento della Ferri srl. |