| SABATO 15 NOVEMBRE 2003 |
| Pagina 34 - Economia | |
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Impennata delle domande di anzianità (+9%) nei primi nove mesi 2003. Maroni: riforma da approvare entro l´anno Grande fuga verso la pensione An e Udc: no alla fiducia. I sindacati: pronte reazioni dure
I dati fotografano un mondo del lavoro in fibrillazione che attende con ansia l´esito del braccio di ferro tra governo e sindacati e all´interno dello stesso esecutivo. Ieri An e Udc sono tornati a chiedere moderazione al ministro del Welfare ma Maroni ha ripetuto che «la riforma va approvata entro fine anno per poter pagare da gennaio gli incentivi a chi decide di rimanere al lavoro». Per raggiungere l´obiettivo il ministro del Welfare non ha escluso il ricorso al voto di fiducia: «Sarebbe inevitabile di fronte ad atteggiamenti ostruzionistici ma non significa che il governo dica alla sua maggioranza: ?o trovi un accordo oppure andiamo a casa´». Eppure l´accordo nel Polo sembra difficile da trovare. Già ieri mattina il ministro Carlo Giovanardi (Udc) aveva annunciato: «Chi dice che il governo porrà sicuramente la fiducia sulle pensioni, dice una fesseria». E poco dopo il suo collega di An, Gianni Alemanno, ha spiegato che «l´autorizzazione alla fiducia giunta dal Consiglio dei ministri è solo un provvedimento tecnico che per essere esercitato ha bisogno di un assenso politico». Come dire che An quell´assenso non l´ha ancora dato. Posizione condivisa anche da Gasparri. I sindacati hanno reagito con durezza: «La fiducia sulle pensioni dimostra che il governo non ha alcuna intenzione di confrontarsi con noi», ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. Savino Pezzotta ha preannunciato «una risposta pesante». «Sconsiglio il governo dall´intraprendere l´avventura della fiducia», ha dichiarato per la Uil Luigi Angeletti. Un invito a tenere aperto il dialogo sociale è venuto da Luca di Montezemolo che al convegno genovese di Confindustria ha comunque apprezzato la riforma Maroni: «Un progetto positivo che doveva arrivare due anni prima». |