FINANZA & MERCATI
RISPARMIO TRADITO Prime stime dell’inventario effettuato dai nuovi vertici: magazzino più «povero» del previsto Giacomelli, «giallo» da 100 mln Le verifiche effettuate d’intesa con i revisori della Kpmg - Venerdì è convocato il consiglio di amministrazione Sempre in allerta i candidati all’acquisto ma il fondo Usa Cerberus si ritira
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MILANO - Tempesta in arrivo su Giacomelli sport group. Le verifiche effettuate d’intesa con i revisori della Kpmg sui magazzini delle società operative controllate stanno dando risultati eclatanti: oltre 100 milioni di euro mancano all’appello. E, se i controlli ulteriori in corso confermeranno le indicazioni emerse finora, tenute peraltro strettamente riservate, saranno indispensabili interventi d’emergenza. Venerdì scorso una riunione del consiglio di amministrazione ha preso atto che gli inventari sono in dirittura finale, come confermato dal presidente Ernesto Musumeci. Venerdì 12 settembre, invece, i consiglieri verranno informati sui numeri definitivi, oltre che sui conti semestrali (decisamente deludenti) e sulle trattative in corso con investitori interessati all’entrata nel capitale della catena commerciale. Di sicuro tutte le decisioni prese finora vengono rimesse in discussione, mentre una delle possibilità più concrete che si stanno delineando è la convocazione dell’assemblea della capogruppo con all’ordine del giorno la ricapitalizzazione oppure alternative decisamente traumatiche. La sorpresa sul valore reale del magazzino riapre il caso Giacomelli, seguito con apprensione anche dai sottoscrittori del super bond da 100 milioni di euro lanciato nel marzo 2002 con l’aiuto di Abaxbank e Banca Akros. Oltre 100 milioni di euro di magazzino in meno rispetto alle previsioni, infatti, pongono problemi seri. Tale somma è frutto di due generi di rettifiche. Prima di tutto quelle effettuate considerando le quantità di merce in magazzino, diversa rispetto alle attese. Poi va tenuto conto della variabile rappresentata dalla obsolescenza dei prodotti rimasti invenduti. L’inventario è durato la seconda metà di luglio e l’intero mese di agosto. La decisione di procedere è stata del nuovo vertice aziendale e, in particolare, del presidente Musumeci, che hanno deciso di procedere all’inizio di luglio, con delibera approvata dal consiglio di amministrazione poco dopo la nomina. Kpmg è garante dei risultati, nel senso che ha certificato la validità del lavoro svolto ed effettuato verifiche a sorpresa. In precedenza, invece, la società di revisione che ha approvato i bilanci del gruppo, allora guidato dall’a.d. Gabriella Spada, era Deloitte. In prima battuta le verifiche avviate dal presidente Musumeci hanno riguardato poco più della metà dei 170 punti vendita della Giacomelli. Poi però, quando la sopravalutazione del magazzino è apparsa evidente, è stato deciso di salire a quota 60%. Il risultato finale dei controlli ulteriori non è ancora agli atti, ma il verdetto finale non dovrebbe essere molto diverso rispetto ai 100 milioni di euro ipotizzati. Come spiegare una differenza così elevata tra il valore effettivo del magazzino e le previsioni? E a quando risalgono le differenze? Una possibilità, che per la verità appare soltanto teorica, è che siano maturate nei mesi che vanno dal gennaio 2003 all’inizio di luglio. Se fosse così, i bilanci Giacomelli degli anni precedenti sarebbero al riparo da ogni accusa. Ma è davvero possibile che 100 milioni di euro svaniscano nell’arco di soli sei mesi? E, in caso contrario, di chi sono le responsabilità della mancanza corrispondenza tra contabilità aziendale e numeri reali? Domande a cui sarà opportuno dare risposta. Al di là delle responsabilità relative al passato, il futuro di Giacomelli dipende dalle scelte che faranno banche e creditori, dall’interesse reale delle società interessate all’acquisto di quanto resta del gruppo, delle vicissitudini giudiziarie. In particolare il sistema bancario è esposto per circa 100 milioni di euro. Nelle settimane scorse il commissario nominato dal tribunale, che ha concesso alla società l’amministrazione controllata per un periodo di 12 mesi, è tenuto a presentare una relazione sulle prospettive della società e, ovviamente, lo farà tenendo conto anche delle novità riguardanti il magazzino delle controllate. Intanto alcuni candidati all’acquisto, come per esempio il fondo americano Cerberus, hanno preferito ritirarsi in buon ordine, mentre altri hanno confermato il loro interesse. Ora però dovranno precisare le condizioni e passare dalla disponibilità di massima a offerte impegnative.
FABIO TAMBURINI
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