Fnac cerca un cavaliere bianco
di Admin
venerdì 27 novembre 2020
Pressing sul ministero dello Sviluppo economico per convocare un tavolo con il management di Fnac, la catena francese di libri e prodotti multimediali che in Italia ha 600 dipendenti. L`azienda però si sottrae al confronto e lascia sulla porta il cartello "vendesi", operazione da realizzare entro il prossimo dicembre; in caso contrario si rischia la chiusura. L`operazione però è estremamente complessa perché, oltre a una profonda crisi della domanda, l`azienda nei suoi 12 anni di operatività in Italia non ha mai realizzato un euro di profitto. Anzi ha accumulato una montagna di perdite: 137 milioni di euro e una raffica di aumenti di capitale, l`ultimo quest`anno per 18 milioni. E per l`esercizio in corso il budget stima un`altra maxi perdita:13,6 milioni «Stiamo premendo sul ministero perché ci si riveda al tavolo di Roma - osserva Daria Banchieri della Filcams Cgil - ma l`azienda non risponde, come ha fatto con noi. Del resto è poco credibile anche la decisione di chiudere i negozi entro l`anno: la legge prevede 75 giorni per le procedure di
conciliazione e non ci sono i tempi tecniciper chiudere entro Natale». Tuttavia ricorda il sindacato che la holding di controllo Ppr ha approvato il progetto di scissione di tutto il gruppo Fnac. E la svolta strategica prevede anche operazioni di rilancio con contestuali tagli dei costi, salvo che per il nostro Paese per cui è confermata la volontà di chiudere l`investimento entro fine anno. Poi Banchieri ricorda che l`unica assunzione fatta da Fnac quest`anno è relativa al nuovo direttore delle risorse umane, Stefania B ert Oglio. «Ha fama - dice, conunfilo di speranza, la sindacalista - di essere un manager votato alle ristrutturazioni». Mario Piovesan, della Fisascat Cisl, si sofferma sul pericolo di "spezzatino" della catena commerciale. «É un`ipotesi che osteggiamo, ma è anche vero che non ci risulta, al momento, nessuno davvero interessato a rilevare Fnac Italia, compreso il concorrente Feltrinelli. Del resto solo le location di Milano e Genova sono prestigiose, le altre molto meno». L`azienda, interpellata da ll Sole 24 Ore, ha preferito mantenere il riserbo sui prossimi passi. Come ha fatto in occasione dello sciopero dello scorso 6 novembre con una manifestazione in Piazza Affari, a Milano, durante un convegno al quale partecipava
anche Francois Henri Pinault, ceo di Ppr: il gigante del lusso ha in portafoglio brand del calibro di Gucci, Bottega Veneta, GirardPerregaux e Boucheron.
Fnac Italia ha 8 negozi e l`anno scorso ha realizzato ricavi per 157 milioni, in calo del 7,1%, e con perdite diffuse in tutti i comparti, dai libri (-84%), all`audio-video (-12,1%) fino ai servizi (-20,2%).
La perdita di bilancio è stata di circa io milioni. «Sappiamo - aggiunge Piovesan - che Fnac ha sempre perso, ma la responsabilità è del management. I concorrenti comparabili, Feltrinelli e Mondadori, pur con qualche difficoltà, continuano a macinare utili». E curiosamente è proprio su questi due player che si sofferma la relazione di bilancio 2o11 di Fnac Italia, che recita: «Soprattutto Feltrinelli e Mondadori ci hanno imitati aprendo negozi multiprodotto e inserendo bar e sala conferenze. La nostra esperienza però ci consente di mantenere un vantaggio competitivo».