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(Del 16/2/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
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| MUSI: ?L?INCERTEZZA AUMENTA LA TENSIONE?. VACIAGO: ?IL POSTO ETERNO APPARTIENE AL PASSATO? |
| Flessibilit?, madre di opportunit? e conflitti |
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L?ITALIA di una volta. ?Il posto alle Ferrovie si trasmetteva di padre in figlio e i dipendenti delle Fs erano una specie di aristocrazia orgogliosa dell?attivit? svolta?, ricorda l?economista Giacomo Vaciago. L?Italia di oggi. Il personale delle aziende finora appaltatrici dei servizi di pulizia ha paralizzato i treni per protesta contro l?arrivo di altre aziende al loro posto. ?Lavorare con un appalto per le Ferrovie non dovrebbe costituire l?occasione della vita; del resto gli appalti come i cantieri hanno per definizione un impegno limitato nel tempo, ma oggi ? forte la paura di restare senza lavoro?, osserva Adriano Musi, segretario aggiunto della Uil. La vertenza degli appalti alimenta cos? le discussioni su una questione quasi del tutto estranea, ma in qualche modo collegata: la flessibilit?, cio? il sempre maggiore ricorso a contratti di lavoro diversi da quello senza limiti di tempo come il tempo determinato, il lavoro interinale (cosiddetto in affitto) o il part time. E affiora un interrogativo: pi? flessibilit? uguale pi? conflittualit?? I sindacati hanno molti dubbi. Dice Musi: ?La flessibilit? perlomeno aumenta la disperazione; quando si perde l?unica possibilit? di lavoro (e i salari sono anche bassi) aumenta la tensione?. Ma chi ?produce? lavoro flessibile non ? affatto d?accordo, sul piano generale, con questa impostazione. Afferma Alessandro Brignone, direttore dell?Ailt (l?associzione delle imprese di lavoro temporaneo, cio? interinale aderente alla Confindustria) e docente di diritto del lavoro a Siena: ?La flessibilit? in assoluto non ? un problema, ma un?opportunit? per il lavoratore e quindi di per s? non ? fonte di conflittualit?. Ma ? evidente che sono necessari strumenti e soggetti di governo, cio? regole, vincoli e requisiti di professionalit? delle aziende coinvolte?. Anche Francesco Bellotti, vicepresidente della Confindustria in qualit? di presidente delle piccole imprese, non teme l?estendersi della conflittualit?: ?Non vedo assolutamente questo rischio. Sono cambiate le esigenze del mondo del lavoro e non solo quelle dei datori di lavoro. La flessibilit? offre occasioni di impiego e quindi pu? aiutare a raggiungere gli obiettivi indicati dal consiglio europeo di Lisbona del 2000: occupazione al 70% in Europa nel 2010. L?Italia oggi ? solo al 52-53% contro il 62 dell?Europa?. La svolta della flessibilit? ? ormai un dato di fatto, come dimostra l?ampio ricorso ai lavori definiti atipici registrato dalle statistiche ufficiali. ?E il problema ? la transizione, ovvero il passaggio da un sistema all?altro? fa presente Vaciago. Il rischio di conflittualit?, pertanto, secondo l?economista c?? ?con l?eventuale riduzione del grado di protezione e la scoperta di soprese sgradite da parte della gente?. Per evitare tensioni e un atterraggio morbido nella nuova realt?, Vaciago immagina tre regole: ?Buon senso, gradualismo e equit?. Rispettandole non si correrebbero troppi rischi: ?Del resto in Italia non si trova manodopera e si fa ricorso agli immigrati, quindi il pericolo di conflittualit? non c??. Un pericolo escluso anche da Bellotti convinto che ormai le ragioni della flessibilit? si siano largamente affermate: ?Una ricerca della Cisl lombarda, una fonte quindi non di parte, riconosce che il lavoro interinale ? svolto da pi? della met? delle persone coinvolte per scelta e non per imposizione?. Bellotti ? sicuro dell?emergere di un diverso approccio nei confronti del lavoro: ?Oggi fra i giovani non ? pi? diffusa la cultura del posto fisso, ma c?? la ricerca di ottenere pi? formazione, pi? esperienza e pi? soddisfazione con il passaggio da un posto all?altro?. Allora un problema fondamentale ? governare la flessibilit?. Brignone ne parla facendo riferimento a due strumenti previsti dal disegno di legge delega sul mercato del lavoro presentato dal ministro del lavoro Roberto Maroni: ?La somministrazione di manodopera ? un istituto simile al lavoro tenporaneo, ma con contorni ancora non chiari: se sfugge al sistema di garanzie del lavoro temporaneo pu? essere fonte di tensioni. Il lavoro a chiamata, cio? la disponibilit? a un impiego anche per brevi periodi e saltuariamente, ? una formula che se non governata mette il lavoratore in una condizione di dipendenza anche psicologica a causa dell?attesa e di incertezza per le prospettive e questo pu? generare problemi?. Musi sollecita una riflessione di carattere generale: ?Non ? stata realizzata la riforma degli ammortizzatori sociali, non si guarda con attenzione al problema del passaggio da un lavoro a un altro, non si ragiona su come la flessibilit? possa essere davvero un?opportunit? e non sfruttamento. Ecco perch? possono aumentare le proteste esasperate?. Ma Vaciago ? molto meno preoccupato: ?Nell?Italia di oggi chi ? bravo trova lavoro. Dobbiamo per? smantellare gradualmente il vecchio sistema per evitare reazioni mentre viene lasciato il mondo protetto. Ma il posto eterno appartiene al passato?.
r. ipp. |
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