Pagina 2 - Economia Padoa-Schioppa: spero di evitare la fiducia Tornando al polverone sui costi della politica, il refrain è sempre lo stesso. Tutti in coro a ripetere: in Finanziaria indeboliti i tagli alle spese delle amministrazioni centrali e periferiche. Eliminati i vincoli per tutta quell’area di amministratori locali e centrali che ormai i cittadini considerano quasi alla stregua di avanzi di galera. L’ultimo in ordine di tempo è stato il Sole24ore di ieri. Che riporta cifre sbagliate e confonde norme e provevdimenti. Secondo il quotidiano di Confindustria si era partiti da un miliardo e 300 milioni di tagli e si è arrivati a 419 milioni alla fine dell’esame in commissione. La verità è che la manovra è arrivata a Palazzo Madama con circa 73 milioni cifrati di risparmi dai cosiddetti costi della politica, ed è uscita dalla commissione con oltre 400 milioni di minori spese già nel 2008. Tutto questo nonostante le pressioni e le manifestazioni. Un bel risultato, che potrebbe anche essere maggiore 8alcune voci non sono state quantificate, ma sono pesanti) ma che sfugge agli osservatori, i quali si fermano ad altri numeri. Che purtroppo ingannano. Vediamoli. Il miliardo e 300 milioni è il gettito atteso dal ddl Santagata negli anni futuri, ddl che non è stato trasferito tutto in manovra. I risparmi attesi dalla soppressione delle comunità montane (66 milioni a regime, la metà nel 2008) restano immutati dopo l’intervento in commissione. Il numero degli enti soppressi diminuisce sì (da 105 a 80), ma vengono eliminate moltissime giunte (da 4.200 diventano 1.400), escono 330 Comuni, i consiglieri passano da 12.500 a 4.500. Insomma, si abbassa l’alitudine, ma entrano in azione nuovi vincoli che assicurano lo stesso risultato. Il resto proposto dal governo riguarda il blocco delle indennità parlamentari 8circa 7 milioni), che esce invariato. Viene stralciato il taglio di consiglieri comunali e provinciali: ma da quel taglio non ci si attendeva alcun risparmio nel 2008. Si parla di 205 milioni, ma solo tra 5 anni. Al suo posto viene inserita una batteria di interventi (una deicna9 su indennità, gettoni di presenza e aspettative che faranno risparmiare 313 milioni da subito. Più di quanto previsto in origine e senza aspettare 5 anni. Quanto al «tetto» agli stipendi di manager e dirigenti pubblici, viene inserito il limite di 25 deroghe: all’inizio c’era la possibilità di derogare a volontà. Senza contare l’abolizione degli Ato (ambiti territoriali) che non è stata quantificata. Insomma, sembra davvero che la stretta sia maggiore. Se poi si cercano polveroni, allora è un’altra storia. |
Finanziaria alla prova del voto
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021