Pagina 9 Fassino-Epifani: più Stato e più mercato «Sull’economia una grande operazione verità» inviato a Terni Piero Fassino fa un'unica concessione al ping pong domenicale della guerra dei sondaggi. Per far capire che probabilmente il premier bleffa. I due poli non stanno alla pari, nemmeno nei sondaggi, questo è certo. Poi si vedrà. «L'unica cosa che conta è non dare per scontata la vittoria e parlare alla gente», ricorda Fassino. E a Terni il segretario dei Ds e Guglielmo Epifani danno vita a un dibattito molto diverso da quelli in voga nei talk show televisivi. Poco politichese, si parla di lavoro, di industria in crisi, (e Terni ha conosciuto una straordinaria stagione di lotte per le acciaierie), di giovani precari che non vedono diritti, e di un governo (il prossimo) che erediterà un'Italia disastrata. In cui, per usare le parole di Epifani, «chi aveva di più si è arricchito, e chi aveva meno, si ritrova con meno diritti meno lavoro, e meno opportunità». Ecco. «Quattro anni fa Berlusconi - dice Fassino - si era presentato come il signor “più”. Prometteva più soldi, più opportunità, più lavoro, più sicurezza ecc. Oggi il segno dell'Italia è zero. Berlusconi dice che lui il signor Pil non lo ha mai incontrato. È il Pil che non ha mai incontrato il governo, nel senso che hanno seguito strade opposte». Se la realtà dell'Italia è questa, Epifani e Fassino concordano almeno su una cosa: basta con le promesse, le illusioni, la propaganda. Fassino risponde così: «Ci vuole più Stato e più mercato. Non sono visioni alternative, ci sono settori in cui serve più mercato e meno corporazioni, ci sono settori in cui serve più politica, più guida e più Stato». «Il pubblico serve al cittadino e all'economia», ricorda Epifani. Il senso è: basta con la retorica. |
Fassino-Epifani: più Stato e più mercato
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021