11 gennaio 2003
La Flai: ?La Cgil ieri ? stata lasciata sola nella difesa dell’art. 18, rester? di nuovo sola nel difendere il sacrosanto diritto dei lavoratori ad andare in pensione?
Epifani: ?Sulle pensioni la Cgil non ? disponibile?
Laura Matteucci
MILANO ?Non ho capito bene quello
che ha proposto Fassino, ma la Cgil
non ? disponibile a mettere mano alla
riforma delle pensioni?. Nessuna apertura
da parte del leader della Cgil, Guglielmo
Epifani, sulla possibilit? di modifiche
al sistema pensionistico, che
deve rimanere quello costruito dalla
riforma - ?un’ottima riforma? - del
‘95. Da Piero Fassino, peraltro, arrivano
dichiarazioni che gettano acqua sul
fuoco: ?Non ha proposto nulla di diverso
da quanto ha detto Epifani -riferisce
il suo portavoce - e cio? che,
senza modificare il livello di et? pensionabile
previsto, pu? essere utile favorire
con incentivi la scelta volontaria
di rimanere in attivit? oltre l’et?
pensionabile?. Sulle pensioni interviene
anche il presidente della Commissione
Ue Romano Prodi, che al prossimo
esecutivo sosterr? le proposte di
adattare i sistemi pensionistici, aumentare
i tassi di occupazione, ?migliorare
gli incentivi perch? si resti pi? a lungo
nel mercato del lavoro?.
Quanto alla polemica di questi
giorni tra Fassino e Cofferati, Epifani
? laconico: ?? un problema che attiene
alla sfera della politica, alla quale io
guardo con grande passione ma anche
con il dovuto distacco?. Per aggiungere:
?Credo comunque che occorra abbassare
i toni, quelli di Fassino in questi
giorni sono stati un po’ troppo esagerati?.
Durissima lettera, intanto, indirizzata
a Fassino da parte della
Flai-Cgil (braccianti e agricoltori), che
si schierano contro le dichiarazioni
del leader dei ds su Cofferati e sulla
disponibilit? dimostrata verso la riforma
delle pensioni, spiegando di averne
?le tasche piene del modo di far
politica dei Ds?. ?La Cgil ieri ? stata
lasciata sola nella difesa dell’art. 18,
oggi rester? di nuovo sola nel difendere
il sacrosanto diritto dei lavoratori
ad andare in pensione? scrive la Flai-Cgil.
A tutto tondo: Epifani, ieri a Milano
per il convegno sul futuro del sindacalismo
confederale organizzato dalla
Camera del lavoro milanese, parla
anche della Fiat per chiedere maggiore
?trasparenza? su ipotesi di piani e
interventi. ?Noi - sottolinea - siamo
interessati a una cosa molto semplice:
chiunque voglia intervenire deve volere
investire nel settore dell’auto. Dob-
biamo evitare il declino della pi? grande
industria automobilistica?. Quanto
ai sindacati, che sul Lingotto si vanno
allontanando, il leader Cgil ricorda ?la
posizione di coerenza tenuta dalla
Fiom, dato che fin da subito non ha
condiviso il piano?.
Ma ? sulle riforme del sistema pensionistico
che si spende di pi?. Sul
tema, tra l’altro, ? intervenuto anche il
vicepremier Gianfranco Fini, per ricordare
come il governo abbia ?esplicitato?
che le riforme riguardanti il sistema
previdenziale ?sono da fare nel dialogo
con le parti sociali? e ?attraverso
il confronto?.
Epifani fa il punto, ribadisce che il
decreto del governo ?non convince la
Cgil?, e stigmatizza in particolare l’obbligatoriet?
a destinare il Tfr ai fondi
pensioni, gli incentivi a restare al lavoro,
rischiosi in assenza di regole precise,
e l’innalzamento dell’et? pensionabile.
Per punti: ?? sbagliato costringere
obbligatoriamente il lavoratore a destinare
il Tfr ai fondi pensione, bisogna
lasciarlo libero di decidere?. In
secondo luogo, ?se si fa una decontribuzione
si corre il rischio di avere in
futuro pensioni ancora pi? basse, se
non viene coperta con la fiscalit?, e
questo ? un problema ad oggi non
risolto?. E anche circa gli incentivi a
restare al lavoro ?esiste un problema?:
?Se si incentiva troppo - continua - si
corre il rischio di voler provare poi
anche a disincentivare, e torneremmo
cos? alle proposte di Berlusconi del
‘94. Se si vuole incentivare qualcuno a
restare, bisogna stare attenti alle dimensioni,
alla misura e al contesto.
Altrimenti, il rischio ? di incentivare
chi sarebbe comunque rimasto al lavoro,
e precludere ai giovani l’accesso a
lavori qualificati. E non si risolverebbe
il problema di chi, invece, fa un lavoro
duro, ripetitivo?.
Quanto al possibile innalzamento
dell’et? pensionabile, Epifani rimanda
?al contesto?: ?Se c’? un incentivo a
che l’innalzamento rimanga volontario
ha un senso, se si vuole alzare obbligatoriamente
invece no. L’et? pensionabile
deve restare quella fissata nel ‘95?.
E il convegno milanese ? servito
anche a lanciare un deciso richiamo
all’unit? sindacale ?come pratica costante?
da parte del segretario della
Camera del lavoro di Milano Antonio
Panzeri. Punto primo, interrompere il
?distruttivo processo di delegittimazione
reciproca, che lascerebbe il sindacato
in bal?a delle diverse manovre
politiche, a scapito della sua autonomia?.
Dalla separazione da superare a
quella invece da sottolineare: per Panzeri
politica e sindacato devono restare
divisi, ?una sovrapposizione non
sarebbe utile a nessuno?. ?La politica
deve trovare in autonomia le sue soluzioni,
e il sindacato non pu? essere il
luogo di incubazione di un nuovo progetto
politico?. Un richiamo, questo
di Panzeri, molto apprezzato dai vertici
della Cisl, perch? sottolineare la necessit?
dell’autonomia sindacale rispetto
alla politica ? da sempre uno dei
temi che pi? premono al leader Cisl
Savino Pezzotta.