Pagina 28 - Interni Il leader della Cgil a Repubblica Tv: resto in disparte, sono affezionato al Pse. La Margherita dice no alla federazione: sia un partito vero ROMA - La freddezza di Guglielmo Epifani ? un nuovo elemento nel processo che dovr? portare al Partito democratico. Il segretario della Cgil parlando a Repubblica Tv sostiene che il soggetto che nasce dall?asse tra Ds e Margherita gli pare ?molto indefinito?. ?Mi sono temuto in disparte - spiega - . Perch? non ho capito come nasce, con quale partecipazione, che senso ha, se include, se esclude?. Per il momento si vede solo ?una somma di stati maggiori, e non pu? essere cos? un partito nuovo. Altrimenti il gioco non vale la candela?. Resta un problema, anche per Epifani, la collocazione internazionale del Pd. ?Sono un socialista tradizionale, affezionato al partito socialista europeo che non giudico fuori moda, ma una realt? assolutamente moderna?. Ma ? proprio sulla collocazione internazionale che la Margherita torna ad attaccare la Quercia. Non baster? la modifica allo statuto del Pse, con l?apertura a ?democratici e progressisti?, a far cambiare idea ai Dl, a convincerli a entrare nel gruppo socialista. ?I nostri non sono mica cos? tonti da cascarci?, dice Nicodemo Oliverio, mariniano doc. Ermete Realacci dice che ?il Pse anche se cambia nome resta sempre quello che ?. E Ciriaco De Mita certo non cambia idea: ?Sarebbe come innestare una cosa nuova in qualcosa che ? vecchio?. L?idea della Margherita ? quella di un partito nazionale sganciato dalle famiglie europee, perch? il Pd oggi come oggi non pu? riconoscersi in nessuna delle vecchie case. Alla vigilia del congresso del Pse, la prossima settimana a Oporto, non ? un segnale positivo nei rapporti con i Ds. Ds che si preparano all?appuntamento internazionale sostituendo rapidamente il capogruppo a Strasburgo Nicola Zingaretti (diventato segretario del Lazio) con Gianni Pittella. Il dibattito sul futuro europeo del Pd non significa che la Margherita pensi a una federazione Ds-Margherita come sbocco finale del processo. ?Noi siamo contro la federazione, vogliamo invece un partito vero?, dice il coordinatore del partito Antonello Soro. Ed ? la posizione condivisa da tutti dentro Dl, com?? emerso anche dopo una riunione del vertice ieri. Con la riserva di De Mita che avverte dei rischi di ?abbandonare la vecchi casa sapendo che ce ne sar? una nuova?. Dagli Usa, Francesco Rutelli non si sbilancia. Dice ?in Italia noi pensiamo a un Partito democratico aperto ai temi del nostro Paese e dell?Europa?. Naturalmente vicino ai democrats americani, ?al partito di Kennedy, Clinton e dei nuovi dirigenti come Nancy Pelosi che hanno vinto le elezioni contro Bush?. Rutelli interviene anche nel dibattito avviato dalle frasi di Dario Franceschini che ha avvertito: ?Nella fase transitoria il leader non potr? essere n? Fassino n? Rutelli?. ?Fare ora questa discussione - dice il vicepremier - pu? essere naturale, ma non interessa agli italiani?. Fassino invece risponde direttamente a Franceschini nel corso di un convegno a Roma. Con una battuta gli fa: ?Ho l?impressione che non sarai tu a decidere il leader...?. Per il segretario dei Ds a decidere saranno anche gli elettori, sul modello delle primarie. ?Certo non da dieci persone chiuse in una stanza?. Del resto, chiosa, neanche il segretario dei Ds viene deciso da un?oligarchia ?ma da 250 mila iscritti?. |
Epifani: "Il Pd? Un progetto indefinito"
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021