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Sette
lunedì 17 ottobre 2005
Pagina 9
I dati Excelsior: il 28,2% dei contratti 2005 per Extra-Ue
Edilizia e ristorazione in cerca di stranieri
di Luigi Dell'Olio
Sono soprattutto le aziende del Nord a cercare fuori dai confini dell'Unione europea quei lavoratori che non riescono a trovare in Italia. Vale a dire soprattutto operatori della ristorazione e dell'edilizia, oltre che addetti alle pulizie e infermieri professionali. Secondo i 100 mila imprenditori intervistati nell'ambito dell'indagine Excelsior, il Sistema informativo realizzato da Unioncamere in collaborazione con il ministero del welfare, nell'anno in corso saranno 183 mila i lavoratori immigrati assunti dalle aziende della Penisola.
Una cifra pari al 28,2% delle new-entry nel mondo del lavoro. Il dato, anche se elevato, è comunque in calo rispetto alla ricerca 2004, che aveva indicato assunzioni per 195 mila lavoratori extra-Ue.
Le figure più ricercate
Le aziende italiane cercano tra i lavoratori extracomunitari soprattutto profili tecnici ed esecutivi. Al primo posto ci sono gli addetti alle pulizie (23.090), davanti a camerieri, baristi, operatori di mensa e assimilati (15.040), addetti alle vendite, commessi e cassieri di negozio (13.330), addetti al carico e scarico delle merci (10.440) e muratori (9.700). Insieme queste voci rappresentano quasi la metà del totale delle assunzioni extracomunitarie previste. Grande richiesta si registra anche per altre professioni ´fisiche', come conducenti di autocarri pesanti e camion (5.330), manovali nel settore delle costruzioni edili (5.320) e addetti alla pulizia delle strutture edili (3.290). Ma non mancano le occasioni per le professioni tecniche: grande spazio trovano soprattutto gli infermieri professionali (2.700), che colgono l'opportunità della scarsa vocazione degli italiani per questo settore.
Mentre per i tecnici dell'amministrazione, della contabilità e affini sono a disposizione 1.800 posti di lavoro. Per quanto riguarda le professioni intellettuali le opportunità non abbondano, ma le porte non sono del tutto chiuse. Le aziende italiane prevedono di chiudere l'anno assumendo 910 programmatori informatici extracomunitari, 280 progettisti e analisti informatici e 170 ingegneri elettronici e delle telecomunicazioni.
Il confronto con il 2004
Rispetto allo scorso anno emerge una forte crescita della domanda di figure professionali legate alle vendite e ai servizi alle famiglie: 43 mila assunzioni previste nel 2005, 10 mila in più rispetto al 2004. In calo, invece, un tradizionale mercato di sbocco per i lavoratori immigrati come quello degli operai specializzati: la domanda per quest'anno si attesa su un totale di 41 mila unità, vale a dire 12 mila in meno dello scorso anno.
E cala anche la richiesta di personale non qualificato: le 56 mila assunzioni previste nel 2004 divengono 47 mila nel 2005. Questi dati vengono letti dal presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, come il segnale che ´il cammino dell'integrazione procede: gli immigrati si confermano ormai una risorsa importante per l'economia italiana.
È evidente che essi stanno occupando degli spazi del mercato del lavoro che gli italiani tendono ad abbandonare, perché considerati poco adeguati alle proprie aspettative'. Tuttavia dall'indagine di quest'anno emerge anche un nuovo trend. ´Molte aziende', prosegue Sangalli, ´lamentano una grande difficoltà nel reperire alcuni profili professionali qualificati tra i giovani italiani in uscita dalle scuole e dalle università'.
Un dato sembra confortare questa ipotesi. Per la prima volta, alcune professioni ad elevata specializzazione si aprono al lavoro immigrato: oltre ai già citati informatici e ingegneri elettronici è il caso dei progettisti software (280)
La geografia delle assunzioni
In linea con quanto accaduto gli anni scorsi, la ´fame' di lavoratori immigrati colpisce soprattutto le aziende del Nord (108 mila le assunzioni previste in quest'area), con il Nordovest (57.330), che supera il Nordest (50.850): un risultato, questo, che si spiega soprattutto con il maggior numero di abitanti dell'area compresa tra Lombardia, Piemonte e Liguria.
Le regioni del Centro dovrebbero chiudere l'anno con 38.270 nuovi assunti tra gli immigrati, poco davanti al Sud, fermo a quota 36.640. Tra le città, il primato di città più multietnica va a Milano (15.530), davanti a Roma (13.670), Torino (8.310) e Napoli (5.170).
Due province del Nordest, Udine e Parma, guidano invece la classifica nazionale per numero di immigrati richiesti sul totale delle assunzioni previste dalle imprese locali, rispettivamente con il 42,7 e il 42,6%. Per finire, un'analisi sulle dimensioni delle imprese interessate alle assunzioni.
La domanda arriva soprattutto dalle imprese di minori dimensioni: 61 mila immigrati sono ricercati dalle aziende con meno di dieci dipendenti, contro i 27 mila delle imprese di 10-49 dipendenti.
Sensibile l'apporto delle grandi imprese: 54.730 gli immigrati richiesti dalle aziende con oltre 250 dipendenti. (riproduzione riservata)
Le professioni più ricercate
| Settore |
Assunzioni previste |
Addetti alle pulizie
Camerieri, baristi, operatori di mensa e assimilati
Addetti alle vendite, commessi e cassieri di negozio
Addetti al carico e scarico delle merci
Muratori
Conducenti autocarri pesanti e camion
Manovali settore costruzioni edili
Addetti alla pulizia delle strutture edili
Cuochi e affini
Infermieri professionali
Impiegati addetti alla gestione del magazzino
Carpentieri in metallo
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23.090
15.040
13.330
10.440
9.700
5.330
5.320
3.290
2.990
2.700
2.220
2.210
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Fonte: Elaborazione ItaliaOggi su dati Excelsior
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