sabato 19 ottobre 2002
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Ecco come si è fermata l’Italia
Da Nord a Sud, nell’industria e nei servizi, un’adesione altissima per questo 18 ottobre
Laura Matteucci
MILANO Centoventi manifestazioni in centoventi
città d’Italia, milioni di persone nelle
piazze, anche in quelle che di cortei non ne
vedevano da tempo. Più di un lavoratore su
due in sciopero. E in tutti i settori le adesioni
hanno superato sia le aspettative sia il numero
degli iscritti Cgil. Le manifestazioni più affollate
sono state quelle di Torino (oltre 200mila
persone), di Milano (250mila), di Roma
(150mila) e Firenze (200mila).
Adesione fino al 100% in molte aziende
metalmeccaniche (in media, ha scioperato
l’80% dei metalmeccanici), chimiche (85% in
media), tessili, nei servizi, nel settore edile (media
del 70%), nell’agroindustria (media dell’80%),
nell’industria grafica e cartaria (media
del 90%). Chiusura pressochè totale per la
Fiat, 95% di adesioni nel gruppo Finseda, di
proprietà di D’Amato, il presidente di Confindustria,
100% alla Fincantieri di Ancona, alla
Lear di Torino, alla Barilla di Parma, alla Whirpool
di Napoli. E risultati di pochissimo inferiori
anche alla Galileo, alla Zanussi, alla Breda
di Firenze, alla Beretta di Brescia, alla Pirelli
di Milano, all’Ansaldo di Napoli, alla Magneti
Marelli di Bologna.
Per verificare il successo di partecipazione,
basterebbe segnalare che ieri il consumo di
elettricità si è ridotto di circa 6.300 Mw rispetto
ai normali giorni feriali, come sostiene la
Fnel-Cgil, secondo cui la partecipazione da
parte dei lavoratori dell’area industriale è pari
al 58%, percentuale ben superiore alla presenza
di iscritti Cgil nel settore industria.
Nei trasporti, la partecipazione è stata superiore
a quella del 16 aprile: nelle ferrovie le
adesioni hanno superato l’80% (con punte del
100%) negli impianti fissi, e il 75% tra gli
addetti alla circolazione dei treni. Per Trenitalia
ha circolato il 60% dei convogli, compresi
quelli ritardati o limitati. In sostanza, gli unici
treni a circolare sono stati quelli garantiti. Nel
trasporto aereo ha scioperato l’85% dei lavoratori,
con punte del 100% in molti aeroporti. A
Fiumicino, cancellati 243 voli, 90 quelli riprogrammati.
Un risultato superiore a quello dei
precedenti scioperi, sia unitari sia della sola
Cgil. Alitalia ha cancellato 275 voli, circa il
75%, dei quali 157 nazionali, 114 internazionali,
4 intercontinentali, e ha modificato orari di
partenza e arrivo di altri 119.
Analogo successo nel trasporto pubblico
locale: a Roma l’adesione dei guidatori di bus
è stata del 70%, chiuse le linee della metropolitana.
A Bologna adesioni del 90%, a Genova
dell’85%, a Napoli del 75%. A Milano ferme le
Ferrovie Nord.
Adesioni altissime anche nel settore marittimo:
a Livorno navi tutte ferme in porto, a
Napoli bloccati tutti i traghetti per le isole.
Record nel pubblico impiego: adesioni
del 55% nell’amministrazione centrale, del
70% nella sanità, del 70-80% negli enti locali e
del 75% nel parastato. Nella scuola, la partecipazione
si è attestata tra il 45 e il 50%: 58% a
Bologna, 50% a Firenze, 47% a Pisa e La Spezia,
45% a Cagliari e Torino, 44% a Livorno,
43% a Roma e Ferrara, 42% a Modena. Chiusura
totale per moltissimi musei: per gli Uffizi
e tutti gli altri di Firenze, per il Museo Egizio
di Torino, per i Musei Capitolini, Palazzo Venezia
e Galleria Borghese a Roma, per Capodimonte
e tutti gli altri di Napoli, per La Pinacoteca
di Bari e il Cenacolo di Milano.
Nei settori della comunicazione, 60% di
lavoratori in sciopero alla Telecom (almeno il
triplo degli iscritti di Slc-Cgil), mentre nell’industria
grafica, cartaria e cartotecnica la partecipazione
è stata intorno al 90% su tutto il
territorio, come al gruppo Burgo e alla Mondadori.