mercoledì 6 marzo 2005 LE REGIONALI VISTE DALLA PARTE DEI LAVORATORI Si fa prima a cambiarlo, il governo, è la logica conclusione del ragionamento di Epifani, che poi affonda: il voto «esprime una domanda di radicale cambiamento e di rispetto per il ruolo e le proposte del sindacato» e l'accento batte sulla richiesta di radicale cambiamento più che sul rispetto. Savino Pezzotta non la pensa esattamente allo stesso modo e lo fa capire parlandone col Riformista: «Il sindacato chiede di fare quello che chiedeva prima, rinnovare i contratti», dice. «Quello del pubblico impiego è scaduto da 15 mesi, o si chiude presto o partiranno altre e nuove mobilitazioni. Non a caso, avevo chiesto di rinnovarlo prima delle elezioni, non dopo. Certo è che se un governo non concerta, non rinnova i contratti, non prende in considerazione le richieste del sindacato - nota Pezzotta - la gente risponde, anche con il voto». Dove si accumula «un malessere sociale forte e sempre più diffuso, negli ultimi tempi», spiega il segretario della Cisl, «specialmente al Sud, tra le famiglie monoreddito, nelle aziende in cassa integrazione, nei settori produttivi più in crisi». Rientra dalla finestra, dopo non essere nemmeno uscito dalla porta - considerando il seminario sulla politica organizzato congiuntamente da Cgil, Cisl e Uil che ha prodotto molte analisi e nessuna intenzionalità comune - il rapporto del sindacato con essa e i suoi spazi di autonomia, specialmente in epoca di bipolarismo. Un bipolarismo che a Pezzotta non piace perché limita il ruolo delle autonomie sociali: «Non solo quelle del sindacato ma anche quelle delle imprese». A favore, nota Pezzotta, dell'utilità marginale di pezzi di coalizione. Il dibattito si restringe così al loro interno, «mortificando il pluralismo e le autonomie sociali». Pluralismo e autonomia che sarebbero mortificati - per Pezzotta - anche dai progetti di regolamentazione della rappresentanza, che sono tornati in auge anche nel centrosinistra, ultimamente. Resta il principio: «i governi non devono cedere per forza ma negoziare sì, conviene anche a loro, vuol dire avere meno conflitti e più consenso sociale». |
Dopo il voto Epifani chiede dimissioni
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021