| 12 marzo 2003 |
| Pagina 31 - Economia | |
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Il tasso di disoccupazione scende al 9%. Sacconi: ma resta il nodo del sommerso Donne e Mezzogiorno trainano l´occupazione Nel 2002 +1,5% i nuovi posti di lavoro Secondo i dati Istat le assunzioni a tempo indeterminato crescono più di quelle a termine RICCARDO DE GENNARO
Dal bollettino Istat emerge una novità, che smentisce chi sostiene che l´occupazione cresce soltanto aumentando i contratti atipici e la flessibilità. Dopo la forte espansione dei contratti a tempo determinato e part time tornano i posti fissi: l´aumento dei contratti a tempo indeterminato, dice l´Istat, è infatti superiore all´aumento registrato da quelli a tempo determinato. Domani, però, entrerà in vigore la cosiddetta legge Biagi, che rivoluziona il mercato del lavoro (liberalizzazione del collocamento) e mette a disposizione delle imprese strumento di grande flessibilità contrattuale come il lavoro su chiamata e il job sharing (un solo posto di lavoro condiviso da due persone). Per la piena applicabilità della legge, tuttavia, è necessario il varo dei decreti attuativi del governo, previsti tra breve. Positivo il giudizio del governo. Secondo il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, i dati diffusi dall´Istat dimostrano che il 2002 è stato un anno con «un ottimo coefficiente nel rapporto tra crescita economica e crescita dei posti di lavoro: questo è un segno incoraggiante». Sacconi ammette, però, che «la vera precarietà di cui dobbiamo occuparci è quella del grande sommerso». Il presidente dell´Associazione industriali di Roma, Giancarlo Elia Valori, sottolinea che «la riorganizzazione del mondo del lavoro dovrà avvenire su base consensuale anche perché i rapporti di lavoro hanno natura contrattuale e dunque non possono che definirsi attraverso il consenso delle parti». Secondo Francesco Rosario Averna, responsabile di Confindustria per il Sud, comunque, «nell´ultima parte del 2002 e nei primi mesi del 2003 il trend positivo dell´occupazione dei quattro anni precedenti si è arrestato». Oggi, intanto, riprende la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici e si fa sempre più forte l´ipotesi di un accordo separato, senza la Fiom. Ne parla ormai esplicitamente il numero uno della Uilm, Tonino Regazzi, anche se la Fim per ora lo esclude. Fim e Uilm vogliono fare l´accordo entro la fine della moratoria degli scioperi di fine aprile. La Fiom invece giudica «assolutamente negativo» lo stato della trattativa e costituisce la «cassa di resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori», prevedendo un periodo «di lotte gravose e prolungate nel tempo». |