«Caro Sergio, attenti alle guerre tra poveri»
«Ora si tratta di intrecciare i diritti dei lavoratori con i diritti di tutti, anche i più deboli: immigrati, tossicodipendenti»
Caro Sergio, (...) non si tratta solo di realizzare un'alleanza nuova e stretta tra diritti sociali e diritti civili, tra mondo del lavoro, ambientalismo e società civile. È qualcosa di più e di diverso. (...) Perché il volto oscuro della globalizzazione economica e finanziaria, la mercificazione dell'uomo (in senso proprio: l'uomo è reso cosa, spogliato di ogni «sacralità» e collocato nel supermercato globale come una qualsiasi altra merce) si ciba e si rafforza cannibalescamente di «guerre tra poveri». Tra occupati e disoccupati, tra lavoratori garantiti e precari, tra lavoratori autoctoni e stranieri, uomini e donne, licenziabili e non licenziabili, tipici e atipici, tra Nord e Sud (d'Italia e del mondo). (...) Mettere in relazione e comunicazione i diritti diversi (i diritti dei «diversi») non è facile. Lo vediamo tutti i giorni in materia di immigrazione. Ma non solo. Nonostante periodiche (ma insufficienti) attenzioni da parte soprattutto della Cgil, il mondo del lavoro e lo stesso sindacato sono spesso diffidenti o comunque scarsamente determinati e culturalmente attrezzati nell'accogliere e tutelare, ad esempio, le problematiche dei diritti delle persone sieropositive o tossicodipendenti o quelle dei carcerati. (...) Lo stesso articolo 18, in fondo, non riguarda solo lo Statuto dei lavoratori: è anche questione che riguarda la dignità della persona. Giovani, donne, famiglie, mondo del lavoro e della scuola, formazione e informazione, immigrazione, salute, esclusione sociale, bambini e adolescenti, questione abitativa e ambientale, dimensione urbana e problemi della sicurezza, sono le specificazioni possibili e necessarie del discorso dei «diritti di tutti». (...) Le trasformazioni produttive, la globalizzazione dei mercati e dell'economia, il proliferare del lavoro autonomo, la minore incidenza quantitativa del lavoro dipendente e, in specifico, di fabbrica hanno determinato sicuramente una rottura di precedenti modelli, culture e valori di riferimento; le idealità sociali non sono più interamente derivanti dalla propria collocazione lavorativa. (...) Ora però si tratta di andare avanti, appunto intrecciando i diritti dei lavoratori con i diritti di tutti: facce di una stessa medaglia, specificazioni di uno stesso discorso.
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Luigi Ciotti
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