| MARTEDÌ 9 DICEMBRE 2003 |
| Pagina 5 - Economia | |
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IL PIANO DI CGIL, CISL Regna il pessimismo sulla riapertura del dialogo. La Russa: "Non accettiamo aut aut" Domani il tavolo sulle pensioni ma governo e sindacati sono lontani
Bersani (Ds): Esecutivo all´angolo, e sempre più gente lascia il lavoro LUISA GRION
Cgil, Cisl e Uil hanno ritrovato sul tema la vecchia compattezza. Linea chiara: domani si va a vedere, ma niente dialogo se il governo non ritira la delega. Il confronto dovrà essere riaperto a tutto campo e se così non sarà potrebbe arrivare un nuovo e più pesante sciopero generale. Il testo sul quale i tre sindacati stanno lavorando non è ancora pronto, ma le direttive sono ormai decise: separazione fra assistenza e previdenza, armonizzazione delle aliquote, agevolazioni per i fondi chiusi, garanzie sul Tfr nei fondi pensione, la defiscalizzazione degli oneri sociali al posto del taglio dei contributi per i neo assunti. Si parte dalla Dini, ma in realtà si parla di tutto il Welfare. Per quanto riguarda la maggioranza, l´apertura sembra più di facciata che di sostanza. Ignazio La Russa, coordinatore di An ritiene che, dal fronte sindacale invece che una proposta sia arrivato un aut-aut. «E le trattative non si fanno sugli aut-aut». Peretti, esponente dell´Udc si spinge a prevedere che «visto il diktat dei sindacati il governo dovrà procedere da solo nella riforma». Dall´opposizione arriva invece l´invito ad aprire un tavolo vero. «Credo che a questo punto il governo non abbia più spazio né per insistere su una riforma delle pensioni palesemente irrazionale ed insostenibile, né per piccole tattiche di disturbo verso il sindacato - ha detto Bersani, responsabile economico Ds - di questo modo di procedere si misurano già i danni, sia nello scontro sociale in atto, sia nella fuga dal sistema che si sta accelerando, come dimostrano i dati Inps degli ultimi nove mesi». |