Dal collocamento agli ammortizzatori sociali molti temi considerati interessanti anche dai sindacati
Delega, cinque varchi per un accordo
ROMA - Non solo articolo 18. La delega-lavoro, varata dal Governo il 15 novembre, prospetta una risistemazione complessiva del mercato, cambiando la combinazione di tutti i meccanismi centrali che hanno governato fino a oggi il nostro sistema di regole. In ballo non c'? solo una flessibilit? pi? spinta, anche se con rinvii alla contrattazione collettiva, ma un riordino degli ammortizzatori sociali collegati alla formazione e tutto l'impianto degli incentivi legati all'occupazione. Con una novit? non di poco conto: l'ingresso di agenzie private molto forti che potranno gestire pezzi importanti del mercato del lavoro. Finora le uniche che hanno avuto possibilit? di business sono state le societ? di interinale vincolate per? dall'obbligo dell'oggetto sociale esclusivo. La delega apre un varco importante rimuovendo quest'obbligo e dandogli la possibilit? di collocare a tutto campo i lavoratori sia per contratti a tempo, sia per le assunzioni a tempo indeterminato, gestendo anche la formazione. I servizi pubblici di collocamento rischiano cos? di essere spiazzati da una competizione reale. Su alcuni capitoli il Governo aveva gi? incassato il placet delle parti. Altri, invece, sono rimasti incandescenti, come quello sulle modifiche ai licenziamenti o sull'arbitrato. Su altri ancora il fronte sindacale si ? spaccato. Collocamento. Il riordino e la semplificazione dei servizi pubblici d'impiego ? stato stralciato e rinviato al tavolo di trattativa tra Welfare e parti sociali. Sembra vicino il traguardo di un accordo: ieri c'? stato un nuovo incontro al tavolo negoziale in cui le parti si sono ritrovate sul testo, corretto, del Governo. Le nuove misure prevedono una pi? chiara definizione dello stato di disoccupazione, tempi pi? rapidi per i colloqui di orientamento e di formazione, la comunicazione unica delle assunzioni da parte delle imprese. Staff leasing e trasferimento di ramo d'azienda. ? questo forse il cambiamento pi? netto che il Governo imprime al mercato. Si apre la porta, infatti, a uno strumento di flessibilit? gi? in vigore in altri Paesi (tra cui l'Olanda e la Gran Bretagna, oltre che gli Stati Uniti). In pratica si consente alle imprese di "affittare" il personale, non solo a tempo ma anche stabilmente, da agenzie specializzate nella ?somministrazione di manodopera?. La novit? ? che l'impresa non ha pi? rapporti diretti con i dipendenti che invece fanno capo alle agenzie in questione. In questo caso, sia la Cisl che la Uil si sono dette disponibili a discutere ma solo se nella legge si prevede un espresso rinvio alla contrattazione di categoria. Nella delega per? si parla di ricorso allo staff leasing per ragioni tecnico-produttivo individuate dalla legge o dai contratti collettivi. Una formulazione che non piace la Cgil, per la quale ? indispensabile il passaggio alla contrattazione. ? un principio irrinunciabile per la confederazione di Cofferati che infatti non firm? l'avviso comune sui contratti a termine proprio per il mancato rinvio agli accordi di categoria nella definizione delle causali. Pi? semplici saranno poi i trasferimenti di ramo d'azienda oggi vincolati al requisito dell'autonomia funzionale che invece viene cancellato dalla delega. Incentivi all'occupazione e ammortizzatori. Qui i sindacati hanno tutto l'interesse che il Governo vada avanti. L'esigenza di una razionalizzazione degli incentivi all'occupazione e degli ammortizzatori sociali ? avvertita da tutti. E soprattutto dalla Cisl che, in fase di stesura della delega, impose che l'erogazione dei sussidi sociali fossero agganciati a percorsi formativi. Il problema, per?, c'?. E non facilmente aggirabile: le risorse. Per fare una riforma degli ammortizzatori che abbia un impatto occorrono fondi che invece la delega non prevede richiamando un meccanismo su base assicurativo delle imprese e comunque a ?zero? costi per lo Stato. Apprendistato e part-time. Anche qui, la ridefinizione degli incentivi all'occupazione, inclusi quelli a contenuto formativo (contratto di formazione-lavoro, apprendistato, stage), trovano la disponibilit? delle parti sociali. Su un punto, il part-time, si ? dovuto battagliare. Il documento iniziale del Welfare era in qualche modo pi? ambizioso, prevedeva infatti una liberalizzazione delle regole attraverso un accordo "singolo" tra lavoratore e impresa. Nuovi contratti e incentivi diretti al lavoratore. Contratto a progetto, a chiamata, accessorio. Sono queste le nuove tipologie contrattuali promosse dalla delega-lavoro. E su questo punto le distanze sindacali sono davvero forti. Per la Cgil il contratto a progetto non ? altro che il ?contratto individuale?, quindi va assolutamente respinto, mentre per la Cisl ? la strada per dare prime tutele ai collaboratori coordinati e continuativi. Anche sul contratto a chiamata le posizioni divergono ma nel testo c'? un espresso rinvio alla contrattazione che potrebbe renderlo meno indigesto per i sindacati. L'altra novit? ? la sperimentazione di forme di incentivazione economica date direttamente al lavoratore: nella delega sono previste in almeno tre casi, formazione, part-time e stage.
Lina Palmerini

Gioved? 21 Febbraio 2002