16.11.2003 Confindustria D’Amato ci riprova a dividere i sindacati
MILANO Scioperare sulla riforma previdenziale «non serve a niente, serve solo a rendere più complessa una vicenda che è ineluttabile». Ad affermarlo è il presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, che ribadisce quindi la sua linea conflittuale nei confronti delle forze sociali. «Sulla riforma delle pensioni - ha osservato il leader di Viale dell'Astronomia a margine dell'inaugurazione del centro Ricerca Cerutti - dobbiamo avere la responsabilità e la consapevolezza che è una riforma giusta dal punto di vista generazionale e necessaria da quello economico finanziario. È una riforma che non può nè essere dilazionata nè evitata, va affrontata, poichè per troppi anni l'Italia ha messo la testa sotto la sabbia cercando di non fare le riforme importanti». «Faccio dunque un appello di responsabilità al sindacato, - ha proseguito D'Amato - soprattutto a quella parte del sindacato che ha mostrato, firmando il patto per l'Italia, grande attenzione alle nuove forze lavoro e ai giovani che hanno bisogno di trovare al più presto occupazione vera, solida e di buona qualità». Il presidente di Confindustria ha poi espresso dei concetti a dir poco opinabili sulle modalità con le quali si esplica la protesta sociale: «Fare scioperi non serve a niente - ha aggiunto - occorre piuttosto con più intelligenza, partecipare attivamente a un processo di riforma per renderlo più chiaro, più digeribile possibile, soprattutto rendendosi conto che la proposta del governo è buona, è equa dal punto di vista sociale». «Per quanto mi riguarda la proposta del governo ha solo un difetto - ha concluso D’Amato -, parte troppo in là, per questo va anticipata anzichè impedita».