Pagina 36 - Economia Il documento inviato in queste ore a Bruxelles contiene il provvedimento nudo e crudo corredato da una serie di spiegazioni sul perché Roma ha deciso di escludere alcuni settori dal suo perimetro. Insomma, un riassunto delle puntate precedenti che contiene le argomentazioni già illustrate a Bruxelles in tre incontri informali e nei carteggi tra gli sherpa del governo e quelli del commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, che, assicurano, «hanno avvicinato le parti eliminando una serie di malintesi». Anche se dal ministero dell´Economia fanno sapere di essere «convinti» della propria posizione, a nessuno sfugge che i dubbi della Commissione sulla «selettività» degli sgravi saranno difficili da superare. Ciononostante al momento il governo può solo notificare ciò di cui dispone, ovvero il testo della Finanziaria e la sua spiegazione. Per gli accordi ci sarà tempo, fattore che però rischia di diventare il nemico numero uno di Roma. La Kroes ha due mesi per dare un responso sul cuneo. Un termine che per il governo andrebbe bene perché consentirebbe alla misura di entrare in vigore entro giugno. Ma l´imprevisto è dietro l´angolo: i ricorsi presentati da banche e assicurazioni (Abi e Ania) contro l´esclusione dai benefici fiscali pesano come macigni e costringeranno la Commissione ad andare avanti con i piedi di piombo prima di prendere una decisione. E poi un minimo intoppo, come una semplice richiesta di informazioni, potrebbe allungare i tempi, rimandando a dopo l´estate l´adozione degli sgravi. A Roma si attende una presa di posizione ufficiale della Kroes, i cui emissari fino ad oggi hanno sempre confermato le proprie perplessità ma senza mai dire con chiarezza come cambiare il taglio dell´Irap. E qui gli scenari sono molteplici. Gli italiani sono convinti che con una lunga battaglia legale riuscirebbero a convincere la Ue che l´esclusione del settore finanziario è compatibile con le norme sugli aiuti di stato, ma un simile confronto allungherebbe troppo i tempi. E gli addetti ai lavori non nascondono che se la Ue minaccerà di bocciare la misura, cosa al momento verosimile, alla fine il governo dovrà mollare e concedere il cuneo a banche e assicurazioni. Stesso discorso per le public utilities, come Fs, Telecom, Eni ed Enel: nei colloqui informali sembrava essere emersa una via d´uscita che prevedeva l´allargamento del cuneo ai concessionari a patto che venisse concesso un periodo transitorio per modificare le tariffe di alcuni settori che già premiano il costo del lavoro. Un punto poi passato in secondo piano e lasciato in sospeso visto che le discussioni si sono concentrate su banche e assicurazioni. |
Cuneo fiscale: sfida dell´Italia alla Ue
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021