giovedì 17 maggio 2007

    Pagina 14 - Politica e società

    Bersani ai commercianti: significa che la riforma ha funzionato
      Cresce il terziari liberalizzato
        Nicoletta Picchio
        ROMA

        Aumentano gli occupati, quasi 20 milioni negli ultimi 15 anni. Cresce il numero delle imprese: oltre il 51% degli oltre 5 milioni di aziende che operano oggi in Italia appartiene al settore dei servizi. Un comparto che è in pole position anche sulla nascita delle nuove imprese, il 67 per cento. Tirando le somme, in Italia l'area dei servizi incide sulla composizione sia dell'occupazione che del valore aggiunto per il 70 per cento.

        Per Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, i numeri sono la prova che commercio, trasporti, comunicazioni, turismo, hanno un peso tale nell'economia da non poter essere trascurati. E ieri, presentando il Rapporto sul terziario, ha lanciato il messaggio al ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani, seduto sul palco accanto all'altro ospite, Giulio Tremonti: «C'è un ritardo politico bipartisan nel prendere atto di come sia fatta l'economia italiana». Un problema di metodo, cioè la scelta degli interlocutori al tavolo della concertazione dove la Confcommercio si sente trascurata, e di merito, cioè le politiche attuate. Serve una ricetta mirata, secondo Sangalli, fatta di liberalizzazioni, riduzione del fisco, investimenti in capitale umano.

        Sulla necessità di liberalizzare Bersani ha concordato e rilanciato, ritagliandosi un riconoscimento personale: «Vista la crescita, vuol dire che la riforma del commercio ha funzionato», ha detto, ricordando la liberalizzazione varata nel precedente Governo di centro-sinistra, quando era ministro dell'Industria. All'epoca i commercianti fecero resistenza. Oggi i numeri indicano la crescita: «Doreste essere da esempio per le altre categorie, ancora chiuse», ha insistito Bersani. Alcune riforme da lui promosse sono in Parlamento, ma le Camere sono intasate, ha detto, da 6-7 provvedimenti, dal pacchetto liberalizzazioni al ddl energia, ai servizi pubblici locali. Quindi i tempi potrebbero allungarsi: «Sper in una spinta dell'opinione pubblica», ha detto il ministro, fiducioso che anche le parti più estreme della maggioranza si possano convincere che liberalizzare «sia un concetto di sinistra».

        Tornando ai numeri, al netto dei servizi pubblici, e cioè limitando il raggio al commercio, turismo, trasporti e logistica, i valori si attestano al 40% dell'occupazione complessiva e al 47% del Pil. Se nel 1970 il terziario produceva un valore per poco meno di 10 miliardi di euro, oggi si è arrivati a ben 600 miliardi. Dei nuovi posti di lavoro, 1,8 milioni sono stati creati nel commercio, che insieme ad alberghi e ristoranti raggiungono i 3,5 milioni di addetti, pari all'83% degli occupati persi dalle attività industriali. In particolare nel 2006 il commercio conta 1 milione 600mila imprese; trasporti comunicazioni e turismo ne contano 582mila mentre nei servizi alle imprese lavorano 630mila aziende. C'è una forte dinamicità anche degli investimenti fissi lordi: +2,3% dei servizi, -1,1% dell'industria. L'obiettivo dichiarato da Sangalli è di recuperare produttività, un traguardo che si raggiunge «migliorando il capitale umano». Tremonti ha invitato a superare la distinzione tra industria e servizi: «In Italia la componente manifatturiera italiana è forte accanto ai servizi», ha detto. E Bersani ha concordato, descrivendo l'Italia più simile alla Germania che ai Paesi anglosassoni.


        L'economia si terziarizza
        Occupazione nell'Eurozona
        1991-1998
        1999-2005
        Peso%
        Var.%
        Var.ass(min)
        Peso%
        Var.%
        Var.ass(min)
        Agricoltura
        5,9
        -3,4
        -1,8
        4,7
        -1,6
        -0,7
        Industria
        29,0
        -1,6
        -4,2
        26,3
        o,o
        o,o
        Servizi
        65,1
        1,3
        7,5
        69,o
        1,9
        12,o
        Commercio
        15,0
        o,3
        o,4
        14,9
        1,0
        1,4
        Totale
        100,o
        0,2
        1,5
        100,0
        1,2
        11,2