domenica 25 maggio 2003
Approvato il bilancio del 2002
Coop Estense in crescita
La scommessa pugliese
ha dato i suoi frutti
Nella regione sono 140mila i soci della terza
cooperativa di consumo italiana
Alberto Mazzotti
LIDO DEGLI ESTENSI (Fe) Innanzitutto i numeri: 423mila soci, 5.200
addetti, un fatturato di 1.138 miliardi di euro (più 5,7% rispetto
all’anno precedente) e un utile netto di oltre 29 milioni di euro.
Cifre che fanno di Coop Estense - che ha approvato ieri il bilancio
2002 - la terza cooperativa di consumo in Italia. Se una fetta
consistente di questi successi viene dalle natìe province emiliane,
Modena e Ferrara, un terzo dell’attività è oggi concentrato in Puglia:
terra nella quale l’azienda è sbarcata una decina d’anni fa,
diventando un interlocutore importantissimo nel tessuto economico
e sociale. Un soggetto a volte «scomodo» - lo dimostrano le
lungaggini e i problemi avuti dai sei ipermercati costruiti negli anni
- ma che si è ritagliato uno spazio importante, puntando sulla
valorizzazione delle produzioni e delle competenze locali. «Se oggi
annoveriamo 140mila soci in Puglia, se a Bari a un mese e mezzo
dall’apertura del nuovo iper abbiamo già 7mila soci, evidentemente
è perché sul territorio esisteva già una domanda di cooperazione, a
cui noi abbiamo dato una risposta positiva - commenta il presidente
Mario Zucchelli - Nonostante i molti ostacoli in parte riferiti
all’«antagonismo» politico e in parte alla «litigiosità sociale»
presente sul territorio, per cui inizialmente si tende più a contrastare
le novità esterne che non a capirne le opportunità».
«La grande vittoria in Puglia è stata la fiducia della gente», spiega Gino Urbano, pugliese, coordinatore delle Zone Soci nella sua regione: «Coop Estense se l’è conquistata grazie a politiche di tutela reale dei soci - sia sul portafoglio che sulla salute - e a una indiscutibile superiorità nelle garanzie dei rapporti di lavoro. E la scuola, il volontariato, hanno capito la possibilità di crescere, rapportandosi con la Coop: insomma, il tessuto sociale della Puglia sta scoprendo i valori in più portati dalla cooperazione».
Dal fronte pugliese a quello modenese. Nei giorni scorsi, la
cooperazione è stata tirata in ballo dal ministro Giovanardi come
una delle cause della presunta «anomalia» delle regioni rosse, della
loro «vischiosità di voto». Ma Zucchelli non ci sta: «Intanto le
parole di Giovanardi suonano strumentali alla campagna elettorale:
il convegno sulla cooperazione a Modena segue quello che l’Udc
organizzò a Firenze nel 2000, guarda caso sempre prima delle
elezioni.
Quando invece, nei lavori preparatori della legge sulla
cooperazione, è merito anche di Giovanardi se la legge non è
diventata troppo punitiva nei confronti del nostro settore».
Se a Modena la cooperazione è forte, insomma, non c¹è nulla di anomalo. «Al contrario: se oltre il 50% dei cittadini maggiorenni è socia di Coop Estense, se i soci sono l’86% degli utenti, è evidentemente per un rapporto di estrema fiducia nella nostra azienda, e di grande radicamento.
Giovanardi si permette di giudicare l’Emilia, la regione più ricca d’Europa, resa tale da sessant’anni di duro lavoro dei suoi abitanti: ma prima di distruggerne il modello, di giudicarlo
anomalo, ci spiega cosa vorrebbe metterci al suo posto?».