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Consumi, no dei sindacati al governo
«Siamo ancora in una fase di studio, il ministro dovrebbe esaminare le proposte questa settimana: i tempi saranno comunque brevi», dice Contento all´Adnkronos. Il problema è la copertura: «Non semplice in una fase così difficile per l´economia», ammette Contento, il quale sostiene che «il condono ha raggiunto i suoi obiettivi, ma non è sufficiente». Per il governo, i tagli all´Iva sui trasporti aerei e sugli alberghi sono tra le ipotesi meno praticabili: «Gli interessati la rivendicherebbero come forma stabile», dice Contento. Il governo pensa dunque a provvedimenti temporanei che aggancino un´ipotetica ripresa, che tuttavia potrebbe slittare al 2004. Le ipotesi di intervento del governo vengono bocciate in toto dai sindacati e dalle associazioni dei consumatori. «Serve una vera strategia di sviluppo, non interventi tampone o spot pubblicitari», dicono Cgil, Cisl e Uil. «Quelli del governo sono solo palliativi», aggiungono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che hanno messo a punto un «decalogo» per il rilancio dei consumi. Tra le priorità: un bonus fiscale di 1.500 euro da spendere subito per i redditi fino a 15mila euro, la riduzione dei prezzi e delle tariffe fuori controllo (Rc auto, servizi bancari e postali), il rinnovo dei contratti di lavoro e l´indicizzazione delle pensioni al tasso d´inflazione reale. Dagli Usa arriva la ricetta Bush, un taglio fiscale di 350 miliardi di dollari: «Le famiglie americane avranno più soldi in tasca, da risparmiare e investire». (r.d.g.) |