Guglielmo Epifani stravince nei congressi di base della Cgil, ma nella confederazione di Corso d´Italia si consuma una rottura senza precedenti con la minoranza che parla di «dati gonfiati» e annuncia che, per ora, non intende certificare i risultati. Le avvisaglie di una conclusione contrastata c´erano state negli ultimi giorni con il susseguirsi di una serie di contestazioni.
La mozione di Epifani - stando ai primi dati ufficiosi - ha strappato quasi l´84 per cento dei consensi, staccando nettamente "La Cgil che vogliamo", documento promosso da un´alleanza inedita per la storia della Cgil: insieme ai metalmeccanici della Fiom, i bancari e anche gli statali. Proprio nella Funzione pubblica si è registrato il risultato più significativo dal punto di vista politico con la sconfitta dell´attuale segretario generale di categoria Carlo Podda, uno degli esponenti di spicco della minoranza. Tra i dipendenti pubblici cigiellini Epifani ha preso circa il 55% dei voti.
La minoranza prevale nella Fiom con più del 70%, ma gli "epifaniani" crescono rispetto al congresso precedente quando non andarono oltre il 18 per cento. Tra i bancari (il segretario generale Mimmo Moccia è il portavoce della minoranza) la mozione di Epifani ha ottenuto circa il 65 per cento. La "mozione 1" vince con maggioranze bulgare (tra l´85 e anche oltre il 90%) nelle altre categorie: edili, commercio, pensionati, alimentaristi, tessili, chimici e lavoratori atipici. E proprio l´elevata partecipazione in alcune di queste ultime categorie, in particolare nelle regioni del Sud, ha più che insospettito la minoranza.
Congressi Cgil, stravince Epifani ma la minoranza contesta
di Admin
venerdì 27 novembre 2020