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(Del 18/2/2002 Sezione: Economia Pag. 5)
Congelare l?articolo 18, tre giorni decisivi
Maggioranza e parti sociali divise. La Uil: il ministro mostri tutte le carte

ROMA

Grande movimento nel governo e nella maggioranza, alle prese con il tentativo di mettere a punto un percorso per ?disinnescare? lo scontro con i sindacati su lavoro e pensioni. L?Esecutivo sonda le parti sociali sul progetto - anticipato dal nostro giornale - di congelare per 18 mesi la riforma delle norme sui licenziamenti senza alzare la bandiera bianca dello ?stralcio? del provvedimento, avviando nel frattempo un negoziato su collocamento, ammortizzatori sociali, pensioni e ?Statuto dei Lavori?. Un progetto fortemente sostenuto dall?ala ?dialogante? dell?Esecutivo, che mira innanzitutto a togliere armi alla protesta sindacale. Ma che rappresenta anche un modo per arrestare una possibile frattura della maggioranza, dopo l?annuncio del capogruppo dell?Udc alla Camera Luca Volont? che a Montecitorio verr? presentato un emendamento per lo stralcio della norma sull?articolo 18. Nel governo, per?, non demordono i sostenitori della ?linea dura?. E c?? sempre meno tempo e margini politici per tentare un affondo e convincere i sindacati ad addivenire a pi? miti consigli. Il gran discutere di mediazioni e trattative, i colloqui e i contatti riservati mettono in imbarazzo il ministro del Welfare Roberto Maroni. Maroni non smentisce il progetto intitolato ?Proposte migliorative per una riforma del mercato del lavoro e della previdenza a pi? alto indice di consenso?. Uno schema elaborato proprio al ministero del Welfare; successivamente corretto su indicazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta; approvato dal vicepremier Gianfranco Fini; vistato - con tanto di invito a ?mediare e ancora mediare? da Silvio Berlusconi nel corso della giornata di sabato. Tanto pi? che - nel merito - il progetto non rappresenterebbe una inversione totale di rotta rispetto alle ultime mosse (?dialoganti?) del ministro del Welfare. Non si parla infatti di stralcio della riforma dell?articolo 18, e si continua (non si sa con quanto fondamento) a giocare la carta di una possibile maggiore consonanza tra il governo e la Cisl di Savino Pezzotta. Certo ? che all?interno dell?Esecutivo si gioca una delicatissima partita: c?? chi ritiene che la titolarit? del negoziato che prima o poi andr? aperto con Cgil-Cisl-Uil debba essere sottratta al ministero del Welfare, giudicato in parte responsabile del peggioramento del clima dei rapporti col sindacato. Gianfranco Fini, dopo l?invito a ?togliere centralit? alla questione dell?articolo 18 e l?intervento sui contratti pubblici, non vedrebbe affatto male la possibilit? di assumere un ruolo di ?pacificatore?. Silvio Berlusconi, da parte sua, sembrerebbe orientato a cercare una composizione, purch? onorevole. I pi? recenti sondaggi, infatti, mostrano che il messaggio del governo - pi? flessibilit? crea pi? posti di lavoro - non ?passa? nell?opinione pubblica. La settimana che si apre potrebbe essere decisiva. Oggi Maroni sar? presente a un convegno degli industriali dell?Assolombarda; domani pomeriggio Cofferati, Pezzotta e Angeletti si incontreranno per fare il punto della situazione e discutere di eventuali nuove iniziative di mobilitazione; mercoled? e gioved? si riunisce il direttivo Cgil, con una forte pressione per il ricorso allo sciopero generale; la Cisl ha convocato delle riunioni dei suoi quadri periferici per sondare il polso dell?organizzazione. Probabilmente a Palazzo Chigi si ritiene che la strada del ?congelamento? per 18 mesi della riforma dei licenziamenti sia lo sforzo massimo possibile. Non ? detto per? che questa ?apertura? possa rappresentare una soluzione soddisfacente per le confederazioni. La Cgil ha gi? espresso la sua totale contrariet?. Pi? disponibile appare la Uil di Luigi Angeletti: il numero uno della Uil fa sapere che in fondo, un rinvio della riforma dell?articolo 18 per diciotto mesi sarebbe ?quasi uno stralcio?. Pi? cauto ? il suo vice, Adriano Musi: ?tutto quanto aiuta a ritrovare un clima di dialogo ? positivo - afferma Musi - ma bisogna capire dove si vuole arrivare. La norma sull?articolo 18 fu una sorpresa sgradita, e non vorremmo trovarci tra un anno e mezzo con altre sorprese. Se il governo crede davvero al dialogo, metta tutte le carte sul tavolo?. Pi? forti le perplessit?, invece, in casa Cisl: per il segretario confederale Pier Paolo Baretta, ?articolo 18 e ammortizzatori sociali non sono materie su cui si pu? fare uno scambio. Non ci pare una grande idea mettere a disposizioni soldi perch? le imprese possano licenziare con pi? facilit?. Insomma, la Cisl ribadisce la sua linea: trattare si pu? e si deve, ma sull?articolo 18 il governo deve passare per le Forche Caudine dello stralcio.


r.gi.

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