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AFFARI & FINANZA
Supplemento di economia, investimenti e management a "il lunedì di Repubblica" del 26 marzo 2007. Anno 22 N.12 Questi sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca "Il Digital Divide nella micro e piccola impresa italiana" che Confcommercio e Assintel – l’Associazione Nazionale delle Imprese ICT hanno commissionato a Freedata, società di servizi integrati di marketing specializzata nel settore dell'Information Technology e delle Telecomunicazioni. Prima nel suo genere, la ricerca prende in considerazione anche le aziende con meno di dieci addetti, solitamente non considerate nelle statistiche ufficiali, sebbene rappresentino quasi il 95% delle imprese italiane. Ne è emerso un quadro frammentato, sia per settore merceologico sia per area geografica, in cui l’innovazione è lontana dall’essere riconosciuta come motore della competitività. Una delle prime domande poste agli intervistati ha riguardato una valutazione degli investimenti ICT della propria azienda. Una percentuale significativa (il 20,2%) ha reputato il grado di tecnologia nella propria azienda molto basso (voto 1, in una scala da 1 a 7), mentre più della metà delle aziende considerate (53,6%) ha espresso un giudizio maggiore o uguale a 5, indicando come queste abbiano una buona percezione dell’utilizzo della tecnologia nella propria azienda. Volendo definire la dotazione tecnologica del set di imprese coinvolte nella ricerca, il primo dato rilevante è certamente quello relativo al parco PC installati. Nel complesso, oltre il 26% delle aziende (corrispondente a circa 586.000 unità) dichiara di non avere neppure un PC e oltre il 57% di averne uno o al massimo due. (Lor. Brio.) |
Commercio, il digital divide esiste
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021