In Val d’Aosta si pu? fare acquisti in ogni festa. In Trentino solo in 9. Libro bianco Federdistribuzione ?Per chi, come noi, ha 350 punti vendita di abbigliamento, tra diretti e indiretti, gestire queste differenze non ? facile?, dice Stefano Beraldo, amministratore delegato di Coin. Che, su questo punto, lancia un vero allarme: ?Dobbiamo stare attenti, perch? stiamo assistendo a una migrazione dei consumi dai giorni centrali della settimana alla domenica - spiega l’amministratore delegato di Coin -. Ma se questa migrazione trova un sistema legislativo chiuso, i consumi ristagneranno ancora di pi?, perch? non ? detto che il consumatore sia disposto a comprare il luned? ci? che non ha trovato la domenica, anzi. Purtroppo, ci sono Regioni, come il Lazio e la Lombardia, in cui si stanno paventando maggiori difficolt?, con la tendenza a perdere domeniche?. Quello dei negozi aperti la domenica - come avviene in primis negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, ma non ancora in tutta Europa - ? un problema che data da tempo. Vorrebbe poter fare la spesa nei giorni festivi pi? dell’80% dei cittadini italiani, secondo l’ultima ricerca di Expan; e soprattutto li vorrebbe la grande distribuzione. Cerca, invece, di evitarli una parte (ma sta crescendo chi ? favorevole) dei piccoli esercizi, a conduzione familiare, che teme di restare schiacciata dalla grande distribuzione; ed ? contraria la Chiesa, che in difesa della domenica si ? espressa anche in tempi recenti. Contrario si era anche detto l’assessore al Commercio della Lombardia, Franco Nicoli Cristiani. La Regione sta elaborando la nuova delibera che definir? quali sono i Comuni a prevalente economia turistica della regione, provvedimento che deve essere pronto entro settembre anche se negli uffici dell’assessorato si lavora per anticiparlo a giugno. E nella seconda met? di aprile dovrebbe andare in giunta il piano per il commercio 2006-2008. La liberalizzazione delle aperture domenicali - ma anche la liberalizzazione dei saldi - sono uno dei punti chiave del libro bianco sulle criticit? del commercio in Italia che la Federdistribuzione si appresta a presentare a politici e amministratori locali. Gli enti locali hanno un ruolo decisivo e, come dice Jan van der Borg, docente di management urbano e di economia del turismo all’Universit? Ca’ Foscari, ?dovrebbero facilitare e sostenere la scelta di esercenti e artigiani di restare aperti la domenica, anzich? ostacolarla. Non si pu? pretendere che l’Italia diventi dall’oggi al domani un Paese in cui si possa fare acquisti o mangiare a qualunque ora del giorno e della notte, come avviene negli Stati Uniti, ma un commerciante che ha voglia di fare un investimento di questo tipo non dev’essere ostacolato. Orari pi? lunghi e aperture domenicali sono un gioco in cui tutti hanno da guadagnare?. La grande distribuzione, naturalmente, preme. Per il settore ? un momento importante. Le due catene non alimentari, Rinascente e Coin, dopo il passaggio di mano dei rispettivi capitali azionari, sono in fase di rilancio. E diverse sono le ipotesi, pi? o meno concrete, di arrivi di nuovi attori della grande distribuzione dall’estero, in particolare Harrods su Milano e El Corte Ingl?s su Roma. ?Bisogna capire che liberalizzare orari e saldi ? importante per il Paese?, sostiene Beraldo. Che spiega: ?Come impresa abbiamo i vincoli di tutte le altre imprese italiane, il costo del lavoro, dell’energia, il trasporto su gomma... Ma il commercio rappresenta il 24% del Pil. Le grandi aziende hanno avuto un ruolo nel contenimento dei prezzi e dell’inflazione. Sono un motore dei consumi. Siamo esportatori, visto che un quarto del fatturato che Coin fa durante i giorni festivi ? dato da acquisti tax free, da parte di turisti extra Ue. Ormai per il gruppo Coin la domenica ? la seconda giornata di acquisti, dopo il sabato, con l’8% del fatturato e impegna circa 400 impiegati e venditori nelle 25 giornate medie di apertura. Se potessimo aprire tutte le domeniche e giorni festivi - continua Beraldo - il gruppo potrebbe raddoppiare l’impiego di persone nella domenica, soprattutto giovani che non hanno necessit? di un lavoro continuo dipendente e il sistema distributivo italiano potrebbe aumentare l’impiego domenicale di circa 3-4mila persone. Perch? allora rendere difficile la crescita di una distribuzione moderna?? |
Coin lancia l’offensiva degli orari domenicali
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021