| martedì 16 settembre 2003 | |
| Pagina 37 - Economia | |
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IL CASO Coin, il salvagente delle banche
I tre istituti sono capofila anche nell´erogazione di linee di credito per cassa per 288 milioni di euro (con un accordo raggiunto in estate che ha portato alle banche le azioni della famiglia in pegno) utilizzati in parte per rinnovare vecchi finanziamenti e in parte, insieme all´aumento di capitale, per far fronte alla gravosa partita tedesca. Il gruppo conta di chiudere o di cedere i tre quarti dei punti vendita Kaufhalle entro il 2005. E proprio questo è il vero punto dolente: i contratti di locazione della rete di vendita in Germania a scadenza hanno un valore di 317,9 milioni di euro. Per il gruppo quindi è indispensabile trovare acquirenti - ricerca difficile in un momento di congiuntura stagnante - perché la semplice chiusura si rivelerebbe molto onerosa, ai limiti dell´insopportabile se non esistono clausole di salvaguardia per gli anni futuri. Comunque, Coin ha già dichiarato che il risultato 2003 sarà peggiore dell´esercizio precedente (proprio per gli oneri straordinari in Germania) che già si era chiuso con una perdita netta di 52,2 milioni. Il gruppo conta di chiudere il primo bilancio utile nel gennaio 2005 (l´anno fiscale è sfalzato di un mese) e quindi solo a partire da allora si potrà sperare nel dividendo. Anche l´indebitamento consolidato è previsto in peggioramento. Il punto di forza della società è la capacità di generare cassa (come tutte le catene della grande distribuzione) ma senza una chiusura rapida ed efficace della partita tedesca la strada rischia di essere ancora molto in salita. |