9 settembre 2002
Angeletti: quelle di Berlusconi a Bari sono parole la Finanziaria sono numeri
Pezzotta: non dobbiamo sottovalutare la situazione economica
‘‘
Confronto a distanza a Vallombrosa tra le tre confederazioni Epifani: le sanatorie
sono la prova del nove dell’inaffidabilità del governo
‘‘
Cisl e Uil cominciano a non fidarsi
Netta opposizione a qualsiasi forma di condono e ai tagli della spesa sociale
Aldo Varano
VALLOMBROSA Nel dialogo a distanza
che s’è svolto a Vallombrosa tra
Cgil Cisl e Uil alla tre giorni delle
Acli, su due punti sembra esserci un
accordo netto: primo, i sindacati si
oppongono al condono fiscale del
governo Berlusconi; secondo, quali
che siano la situazione economica
italiana e la congiuntura internazionale,
nessuno si illuda che i sindacati
accetteranno alcun taglio, anche
piccolo, alla spesa sociale, in particolare
a pensioni e sanità.
Angeletti ePezzotta si sono poi preoccupati
di esprimere giudizi suonati radicalmente
diversi da quelli trionfalistici di Berlusconi
a Bari e sono apparsi molto guardinghi,
come chi inizia ad avvertire che qualcosa non
va, sulla finanziaria del governo.
Ma procediamo con ordine.
Su condono e tagli, Guglielmo Epifani,
nell’ambito di un intervento
che sabato mattina aveva ribadito
alla platea Acli le posizioni generali
della Cgil, era stato determinato.
Anzi, il leader della Cgil (prenderà
il posto di Cofferati tra qualche
giorno) aveva parlato del condono
come di una specie di prova del nove
dell’inaffidabilità del governo
Berlusconi che dopo lo specchietto
delle promesse costruite per spaccare
i sindacati aveva deciso per una
sberla contro i cittadini perbene che
pagano le tasse alimentando la cultura
dell’illegalità e della furbizia.
Ieri, gli stessi concetti li hanno
ripetuti Pezzotta e Angeletti appena
hanno messo piede a Vallombrosa.
«Lo dico da giorni - ha avvertito il
segretario della Cisl - , mi pare ormai
una santa messa: non siamo e
non siamo mai stati favorevoli ai
condoni. Né per quelli che sono stati
fatti in passato né per quelli che
vengono proposti oggi. Nel nostro
paese c’è una bolla, anzi un bollone,
che non paga le tasse. È lì che bisogna
intervenire e così si troverebbero
anche un po’ di risorse».
Qualche minuto dopo gli ha fatto
eco Angeletti: «I condoni? Servono
solo a quelli che non amano pagare
le tasse». Dopo una così drastica
presa di distanza i due leader sindacali
non hanno voluto esprimere
alcun giudizio sulla finanziaria.
«Quelle di Berlusconi a Bari sono
parole - ha chiuso con secchezza
Angeletti - la Finanziaria sono numeri».
E Pezzotta: «Non mi piace
questo dibattito sulla Finanziaria at
traverso i giornali. La voglio vedere.
Berlusconi ha detto a Bari alcune
cose, io voglio vedere nella realtà».
Poi quella che è sembrata una
esplicita polemica: «Credo che non
dobbiamo sottovalutare la situazione
economica che non è certamente
brillante. Non dobbiamo sottova
lutare una serie di questioni: abbiamo
bisogno di molta chiarezza».
Per spiegarsi Pezzotta ha ricordato
che quando per esempio si parla da
parte di Berlusconi e Tremonti di
tagli alla spesa bisogna intendersi:
«Se sono razionalizzazioni è un conto,
se sono invece tagli che hanno
una qualche ricaduta sulle condizioni
di vita dei lavoratori non siamo
d’accordo. Lo abbiamo già detto».
E come a fare gioco di squadra,
subito dopo il segretario della Uil
Angeletti ha aggiunto: «Credo che
la situazione economica sia molto
meno ottimistica come si dice e che
il problema sia quello di recuperare
una prospettiva di crescita dell’economia
e non una politica che riduca
ancor di più le prospettive».
Pezzotta nel suo intervento ha
rilanciato l’allarme per gli attentati
subiti dalla Cisl: «Sono preoccupato,
molto preoccupato per quella che sembra
una risorgenza del terrorismo.
C’è una sottovalutazione complessiva
molto grave se si esclude il movimento
sindacale che ha dato una risposta unitaria
fin da subito».
Alla tavola rotonda di ieri mattina, che avrebbe
dovuto segnare la ripresa del dialogo e del confronto
diretti tra i tre sindacati e il governo, è collegato
un piccolo giallo.
Le Acli avevano previsto e il presidente
Luigi Bobba fino all’ultimo
momento aveva confermato che sul
palco ci sarebbero stati Epifani, Pezzotta,
Angeletti e il ministro Maroni.
Ma il ministro del lavoro ha deciso
di defilarsi facendo sapere che a
Vallombrosa si sarebbe fatto sostituire
dal viceministro Sacconi.
Venerdì sera, poi, è arrivata all’improvviso
la notizia che Epifani
invece di essere presente domenica
mattina assieme agli altri, avrebbe
parlato da solo ai convegnisti sabato
mattina. Luigi Bobba nell’introdurre
il dibattito non ha nascosto il
fallimento dell’iniziativa politica nonostante
l’impegno delle Acli. ha
ringraziato quelli che «hanno mantenuto
la parola» partecipando al
dibattito, ed ha fatto autocritica sostenendo
che le Acli avevano peccato
«di ottimismo della volontà» immaginando
possibile un dibattito
che vedesse assieme i tre grandi sindacati
del nostro paese. Il dibattito,
se si esclude l’intervento di Saccone,
fin dall’inizio apparso preoccupato
di attaccare la cattiva Cgil con
le solite accuse (fa politica, e via
ripetendo), ha visto Pezzotta e Angeletti
impegnati nella difesa della
firma del Patto che la Cgil non ha
approvato. Curiose le reazioni della
platea che ha applaudito i due sindacalisti
con la stessa intensità con
cui, la mattina precedente, aveva applaudito
Epifani che, su questo punto,
aveva detto cose diametralmente opposte.