|
Chianciano scommette sui congressi |
|
Sul futuro di Chianciano, del resto, gli albergatori hanno deciso di scommettere in prima persona. Sono loro infatti i soci industriali forti (hanno il 20%) della cordata — formata anche da Mps merchant (45%), Bcc di Chianciano (15%), Eudermic (10%), Terme di Montepulciano (5%) e clinica Chianciano salute (5%) — che a fine novembre ha presentato l’unica offerta per la gestione delle Terme di Chianciano (6 milioni di fatturato e un milione di perdita 2003), afflitte da una emorragia di clienti (-7,7 nel 2002) e da una flessione delle prestazioni (-8,1% sempre nel 2002) che ora si punta a fermare con l’entrata in funzione, programmata in settembre, delle prime quattro nuove piscine termali (sulle sette previste, per un investimento totale superiore a quattro milioni). Il cambio di gestione appare dunque urgente, anche se la commissione che da più di quattro mesi ha in mano l’offerta economica e il piano industriale non si è ancora espressa. «Ci sono ancora nodi da sciogliere — spiega Susanna Cenni, assessore toscano al Turismo — ed è bene farlo con attenzione, anche perché ormai non ci sono più i margini per far partire la stagione termale con la nuova gestione. Che i processi di privatizzazione delle terme non siano facili è dimostrato dal fatto che nessuno, in Italia, sta andando in porto». L’unica grande privatizzazione arrivata al traguardo, quella delle Terme di Montecatini vinta due anni fa dalla marchigiana Vitawell, ha visto solo da poco avviare gli investimenti e aprire i cantieri. A compensare il declino delle cure termali tradizionali (-5,5% gli arrivi in Toscana nel 2003 secondo il rapporto Mercury) ci hanno pensato le prestazioni legate al benessere (+20,3% gli arrivi 2003), nuova frontiera percorsa finora soprattutto dagli stabilimenti termali privati, che negli ultimi anni hanno avviato una corsa agli investimenti non ancora finita. |
Chianciano scommette sui congressi
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021