sabato 11 gennaio 2003
IL DIBATTITO A SINISTRA
Panzeri apre il confronto interno sui temi dell’autonomia e dell’unità
Cgil, l’ora dei riformisti
«Il sindacato non può essere una pedina da manovrare sullo scacchiere politico»
MILANO. L’ala riformista della
Cgil esce allo scoperto e presenta,
dopo settimane di schermaglie,
le proprie linee guida
sull’autonomia e l’unità sindacale.
Lo ha fatto Antonio Panzeri,
segretario della Camera
del lavoro di Milano, marcando
le differenze con molti suoi
colleghi nella Cgil all’inizio di
un convegno a Milano su «Autonomia,
contrattazione, democrazia
e unità».
Autonomia anzitutto dalla
politica. «Il sindacato — dice
Panzeri — non può essere il
luogo di incubazione di un nuovo
progetto politico, né direttamente
né per vie traverse». È il
distacco dall’idea di una Cgil a
sostegno di una parte della sinistra,
dei girotondini e di Sergio
Cofferati. «La Cgil —dice Pan-
zeri — non può essere una pedina
da manovrare nello scacchiere
politico ma una grande
organizzazione sociale che si
deve fare pienamente carico
delle necessità di riaprire una
prospettiva unitaria». Secondo
Panzeri «la questione è l’autonomia
non il gioco di sponda
alle vicende politiche della sinistra
italiana. Il piano politico e
quello sindacale restano necessariamente
distinti». Le accuse
al centro-destra non mancano
ma Panzeri critica le scelte di
«difesa corporativa o di contrapposizione
frontale, di natura
esclusivamente politica: il
sindacato finisce per essere usato
politicamente, piegato a logiche
esterne».
Panzeri ribadisce la necessità
di una legge sulla rappresentanza
sindacale e l’importanza
di un’organizzazione più orizzontale,
basata sul territorio, capace
di rappresentare «l’arcipelago
delle nuove figure sociali».
Ma il tema forte è l’unità.
«Non può essere una battaglia
pedagogica per convincere gli
altri delle nostre ragioni — dice
— ma un lavoro di mediazione
e di sintesi. Dobbiamo
interrompere un processo distruttivo,
di reciproca delegittimazione,
che condurrebbe il
sindacato in un vicolo cieco in
balia delle manovre politiche,
a scapito della sua autonomia».
Le due parole d’ordine —
autonomia e unità — si intrecciano
nella relazione e sembrano
marcare le differenze con la
linea Cofferati, seguita anche
dal suo successore Guglielmo
Epifani. Dall’altra parte del palco
c’era proprio il segretario
generale della Cgil. Non ha risposto
direttamente e ha rivendicato
le scelte fatte dal suo
sindacato, a cominciare dalla
"battaglia" per i diritti. «Nel
2002 c’è stato un processo di
divisione importante: le nostre
ragioni ne escono rafforzate.
Abbiamo lavorato per rendere
uguali le certezze e i punti di
partenza. Se abbiamo questa
opinione e altri no, non c’è un
piccolo ma un grosso problema».
I temi di divisione con Cisl
e Uil sono tanti, come succede
per il futuro del sistema contrattuale:
altre cose, ovviamente,
uniscono. «Il problema — sottolinea
Epifani — è trovare il
modo di affrontare i punti di
divisione, di individuare percorsi
che ci portino in avanti verso
obiettivi comuni». Poi Epifani
parla del rapporto con la politica.
«La democrazia non può
essere semplificata nel rapporto
tra elettore ed eletto. Ci sono
altri soggetti che rappresentano
una piccola o una grande fetta
di democrazia. Neanch’io voglio
ragionare su un sindacato
bipolare: la Cgil ha fatto accordi
in Lombardia, Veneto e Lazio,
regioni amministrate dal
centrodestra». E alla fine il segretario
rivendica ancora le sue
scelte: «Mai come oggi la Cgil
è in mano ai suoi iscritti e dirigenti.
L’autonomia è la nostra
forza e condanna».
ALESSANDRO BALISTRI
Le parole d’ordine
*Il segretario della Camera del
lavoro di Milano, Antonio Panzeri,
rivendica l’autonomia del
sindacato dalla politica. «Il
sindacato — sostiene — non
può essere il luogo di
incubazione di un nuovo progetto
politico, Nè indirettamente, né
per vie traverse». Panzeri
distingue nettamente il piano
politico da quello sindacale e
mette in guardia dal rischio di un
«gioco di sponda alle vicende
politiche della sinistra italiana»,
di un’organizzazione «piegata a
logiche esterne».
*L’altro tema forte è quello
dell’unità sindacale. Il leader
della Cgil milanese esorta il
sindacato a «interrompere un
processo distruttivo, di reciproca
delegittimazione». Per arrivare
all’unità, secondo Panzeri, la
strada non è quella di «una
battaglia pedagogica per
convincere gli altri delle nostre
ragioni» ma di un paziente lavoro
di mediazione e di sintesi.