1° ottobre 2002
FINANZIARIA 2003
Cgil, Cisl e Uil: nuovo vertice unitario
ROMA. Doveva essere una riunione
per discutere del sindacato
europeo, si è finiti a parlare di
Finanziaria. Inevitabilmente. Per
la prima volta ieri il neo-leader
della Cgil, Guglielmo Epifani ha
varcato il portone di via Po, sede
della Cisl, per incontrare il segretario
generale, Savino Pezzotta e
il "collega" della Uil, Luigi Angeletti.
Un incontro durato circa
un’ora in cui si è riusciti a trovare
un’intesa per una candidatura unitaria
italiana (Walter Cerfeda) per
il rinnovo dei vertici al sindacato
europeo ma non sulla Finanziaria.
Una comune preoccupazione, però,
c’è e riguarda il Mezzogiorno.
È stato il primo incontro unitario,
dopo lo strappo consumato
con il Patto per l’Italia il 5 luglio:
un piccolo passo verso il disgelo,
almeno nelle forme. Nella sostanza
restano le divisioni su quell’accordo
anche se un eventuale giudizio
critico di Cisl e Uil sulla
manovra potrebbe riaprire un
fronte per iniziative comuni. Sul
Mezzogiorno, per esempio. Anche
se in Cisl non vogliono ancora
dare giudizi definitivi, durante
la riunione di segreteria di ieri,
Savino Pezzotta ha espresso forti
preoccupazioni per le misure messe
in campo dal Governo e diffuse
dalla stampa. Ora, negli uffici
di via Po, un pool di esperti passerà
al vaglio la Finanziaria per
valutare se gli impegni assunti
con il Patto per l’Italia trovano
conferma nella manovra.
Alla riunione di segreteria, il
leader della Cisl, si è mostrato
critico sulle risorse destinate dalla
Finanziaria al Mezzogiorno e,
più in generale, per i tagli a scuola,
sanità e pubblico impiego. Il
problema, per Pezzotta, è che i
tagli ma anche una riduzione degli
stanziamenti per il Sud non
producano quell’effetto anticicli-
co "promesso" dal Patto per l’Italia.
L’altro motivo di preoccupazione
è l’occupazione: cioè quali
saranno le ricadute sul lavoro della
riduzione degli incentivi per il
Sud. Intanto viene confermata a
Napoli, a metà ottobre, la Conferenza
nazionale per il Mezzogiorno,
che potrebbe diventare la ri-
balta del «no» della Cisl al Governo
se le preoccupazioni diventeranno
certezze.
Anche in Uil, altro sindacato
firmatario del Patto per l’Italia,
si aspetta di conoscere il dettaglio
delle misure per il Mezzogiorno
prima di schierarsi pro o
contro la Finanziaria. Il segreta-
rio generale, Luigi Angeletti pur
dando un primo giudizio positivo
sulla manovra per ciò che riguarda
la parte fiscale (oggi si svolgerà
il Comitato esecutivo della
Uil) ha espresso più di una perplessità
sul fronte investimenti
per il Mezzogiorno: «Vogliamo
conoscere il quanto, il come e il
dove — ha detto —. Abbiamo
già chiesto un incontro al Governo
per vedere in concreto cosa è
previsto per il Sud».
La Cgil invece mantiene la
bocciatura al Governo. E, anche
in questo caso, la critica più
severa è proprio sul Sud. «È una
Finanziaria che non dà sviluppo
— ha detto ieri il segretario generale
Guglielmo Epifani — basta
pensare a quello che cancella
per il Mezzogiorno. È una Finanziaria
che non è fondata sul rigore
perchè i conti sono approssimativi.
Dopo aver passato un
anno da cicale improvvisamente
ci si accorge che bisogna tirare
la cinghia. E infine si tagliano
spese essenziali come la scuola
e la sanità».
Nessun commento ufficiale arriva
dalla Confindustria. A viale
dell’Astronomia c’è preoccupazione
ma si vuole esaminare nel
dettaglio la Finanziaria prima di
esprimere un giudizio compiuto.
Oggi è atteso l’intervento del leader
degli industriali, Antonio
D’Amato, che da Bologna dovrebbe
esprimere le valutazioni
sulla manovra.
LINA PALMERINI