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martedì 23 novembre 2004 LOTTA ALL’INFLAZIONE Ma per i commercianti è uno «show» «Il ministero dell’Economia ci ha chiesto se si poteva fare anche a Roma un accordo sulla difesa del potere d’acquisto come quello fatto in altre città d’Italia. Noi con quel programma abbiamo preso un impegno verso i cittadini. E non abbiamo difficoltà a sancirlo anche nei confronti del governo» sostengono al Comune. Spiegando che la base dell’accordo con l’Economia sarà sempre il programma «Roma Spendebene». Che sarà ampliato per abbracciare altri prodotti e soprattutto reso più incisivo, «con l’obiettivo di portare ad una diminuzione dei prezzi del 4% l’anno» aggiungono all’assessorato. Dell’impegno alla riduzione dei prezzi, però, Confcommercio e Confesercenti dicono di non sapere proprio nulla. «Roma ha già affrontato il problema dei prezzi molto prima che Siniscalco e il governo si accorgessero che ce n’era bisogno. Arrivano un po’ tardi, e se il riferimento della nuova iniziativa di Roma è il modello di Torino, non ho difficoltà a dire che rischia di essere solo un grande show mediatico, che fa comodo al governo per dire che controlla i prezzi, e alla grande distribuzione per le sue speculazioni pubblicitarie» dice Pambianchi. «Noi non siamo stati minimamente coinvolti. Non sappiamo nulla della riduzione dei prezzi. Il governo sta solo facendo propaganda» dice il segretario romano della Confesercenti. Il presidente nazionale, Marco Venturi, ha incontrato dieci giorni fa Siniscalco proprio per discutere della campagna per la difesa del potere d’acquisto avviata dall’esecutivo. «Meglio intese come quelle che tenta Siniscalco con tutta la filiera della produzione, che quelle che fa il ministro Marzano solo con le grandi catene dei supermercati. Con l’Economia stiamo discutendo, potremmo dare respiro nazionale alla nostra campagna territoriale "Spesa Amica" con sconti del 2% su 45 prodotti del listino» dice Venturi. «Il vero problema è che il governo, per far funzionare queste cose, deve mettere anche lui qualcosa sul piatto. Servono degli incentivi, ma di questi finora non c’è traccia. Non ci possono chiedere sacrifici e poi aumentarci le tasse con la revisione degli studi di settore».
Mario Sensini
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Carovita, intesa Tesoro-Campidoglio
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021